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‘Populorum progressio’ 40 anni dopo: Acli e politica a confronto

Avellino – L’enciclica “Populorum progressio”, firmata dal papa Paolo VI il 26 marzo 1967 ed il messaggio attuale ed incisivo che ancora trasmette alla società sono stati al centro del convegno che si è svolto ieri pomeriggio presso il palazzo vescovile di Avellino. Sono intervenuti , presidente provinciale delle Acli, Rosanna Repole, componente direzione nazionale delle Acli e presidente del consorzio servizio sociali Alta Irpinia, Giuseppe De Mita, coordinatore provinciale della Margherita e il vescovo Francesco Marino. Ha concluso , presidente nazionale delle Acli e responsabile del dipartimento relazioni internazionali. Sviluppo dei popoli, integrazione, formazione culturale, solidarietà, assistenza ed apertura verso nuovi orizzonti sono alcuni dei punti, contenuti nella enciclica, illustrati dagli ospiti, ciascuno per la propria parte di esperienza. E’ stato sottolineato il senso della partecipazione più piena alle responsabilità per evitare che si rafforzi la tentazione di lasciarsi pericolosamente trascinare verso il messionalismo carico di promesse, ma fabbricatore di illusioni ed è stata avviata una riflessione sul senso della parola e sui rapporti tra la chiesa e il mondo, per giungere al riconoscimento della legittimità del pluralismo e della necessità che alla crescita economica si accompagni anche quella sociale ed ambivalente. Insomma, la “Populorum progressio” è assolutamente attuale, tanto che la rilettura, proposta ieri pomeriggio, ha evidenziato che ancora oggi rappresenta la solida base di partenza per sviluppare un ragionamento sull’etica della politica e per illuminare la nostra società, che è spesso avvolta dalle nebbie della degenerazione morale. Nel prologo dell’enciclica Paolo VI rivolse l’appello finale ai cattolici, ai cristiani ed ai credenti, agli uomini di buona volontà, agli uomini di stato ed agli uomini di pensiero affinché contribuissero alla diffusione dei messaggi in essa contenuti; e ieri sera, ciascuno dalla propria parte, ha invocato il ritorno agli insegnamenti forti della morale cattolica e alla importanza che siano quei valori a dover guidare la vita quotidiana.

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