Politiche – Le curiosità, i simboli, le perplessità e i borbottii

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di Luca Guarracino – Parliamoci chiaro. Sarà anche colpa della nuova legge elettorale, ma le liste bloccate decise dall’alto, hanno e… lasceranno l’amaro in bocca. Le primarie tanto decantate, sono un pallido ricordo dialettico: dovrebbero invece essere il sale della democrazia. Per intenderci le oligarchie guidano i processi e guai a ribellarsi. Tutto è nelle mani dei segretari di partito. A pochi giorni dalla presentazione delle liste sono 174 i simboli per la corsa al Palazzo: rispetto al 2001 non ci sarà il terzo polo(Patto Segni nel 2001) e nei contrassegni depositati al Viminale appaiono i nomi di alcuni politici, tra cui, Casini, Mastella, Mussolini, Di Pietro, Fini. Rispetto ai 186 del 2001, i simboli sono dodici in meno e molti di meno rispetto ai 257 del ’96. L’Ulivo corre alla Camera senza il nome di Prodi e le liste collegate a Montecitorio e al Senato sono 15. Per la Casa delle Libertà, al Senato sono oltre 20 le liste, mentre alla Camera sono 15. La caccia ai posti migliori per ipotecare il lasciapassare nella prossima legislatura è diventato il leit-motiv delle ultime ore. Trattative ancora in corso nel centrodestra, mentre Margherita e Democratici di Sinistra hanno già ufficializzato le teste di lista. Tra le curiosità…delle scelte imposte dall’alto, la presenza di sodali, mogli, amici…raccomandati a danno dei bravi ed onesti stakanovisti. Tra i criteri di scelta che fanno borbottare, quello di Sergio Zavoli capolista Ds in Emilia Romagna al posto dell’ex sindaco Vitali tra i più presenti nella Commissione al Senato (4° posto) rispetto al 304esimo posto del giornalista-scrittore. Idem nelle Marche, dove a Mario Cavallaro non sono bastate 14887 presenze, 754 atti presentati e 25 proposte di legge. Al suo posto al Senato, come capolista è stata preferita Marina Magistrelli. Polemiche invece a Caserta per l’inserimento di Rosa Suppa nei posti che contano per un posto alla Camera a Campania 2. La base della Margherita, non ha ancora digerito l’imposizione pro- Suppa che era già stata eletta nel consiglio regionale nel famoso listino del Presidente. Per Forza Italia il problema investe in particolare “il diritto di tribuna” per gli spazi da assegnare ai partiti minori come la Dc di Gianfranco Rotondi e Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini. Infine, tra le curiosità, non ci sono apparentamenti per gli italiani all’estero. Dopo l’esclusione delle liste definite minori, questi i simboli più importanti:1) Alternativa Sociale – 2) Fiamma Tricolore -3) Per l’Italia nel mondo con Tremaglia – 4) Forza Italia Berlusconi Presidente -5) Udc Casini -6) Lega Nord –Mpa – 7) Di Pietro Italia dei Valori ( solo in Europa) – 8) L’Unione Prodi. Ds, Margherita, Rosa nel Pugno, Prc, Rifondazione, Pdci. 9) Udeur Mastella. Non ci saranno nelle circoscrizioni estere i simboli socialisti.

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