Avellino – “E’ un po’ di giorni che si dibatte quale sia per questa provincia il percorso normativo ed amministrativo che consenta al nostro presidente di Provincia di tutelare l’interesse legittimo della sua candidatura al Senato con l’esigenza della democratica salvaguardia della Consiliatura provinciale sino alla naturale scadenza. Senza falsi invincimenti, come e’ noto il mio comportamento sempre a viso aperto, senza speculativi secondi fini e sottintesi, ovviamente nell’augurarmi una vittoria del centro sinistra nella prossima tornata elettorale e del partito democratico, nelle cui fila io milito, auspico l’elezione a senatore degli attuali rappresentanti irpini nelle persone dell’onorevole De Luca e Sibilia, ritenendo di essere in buone mani nell’interesse della nostra cara Irpinia”. A riferirlo in una nota è il consigliere provinciale del Pd Antonio Caputo.
“Non sottaccio pero’ la seguente considerazione in ordine all’auspicata candidatura del presidente Sibilia, ovvero che la stessa, in un quadro di autonoma rispettosa decisione, non escluda la continuazione del governo politico della Provincia ricorrendo a sicuri percorsi amministrativi, con il coinvolgimento del Consiglio provinciale per l’eventuale decadenza al pari delle altre Province campane – continua – Cio’ perche’, a mio avviso, essendo con molta modestia impegnato alacremente nelle diverse questioni provinciali mi dispiacerebbe non continuare nell’osservanza del mandato elettorale conferitomi dai cittadini, per il quale mi sento sempre onorato e servente ed al cui giudizio rimando il mio operato. Non meno importante altresi,’ la considerazione che se non ben condotto l’iter amministrativo della decadenza subiremmo la nomina di un commissario in Provincia con eventuale protrazione sino ad un anno. Invero, rimanendo sempre il rischio emergente, nell’ambito del riordino delle Province solo rinviato, della perdita del capoluogo e dell’apicalita’ provinciale anch’essa trasferita a Benevento, ho timore che la grossa spinta del Comitato Avellino Capoluogo e della politica provinciale venga meno, come e’ successo nella gestione commissariale della citta’ capoluogo, dove la figura commissariale non avendo interesse istituzionale locale alla difesa di una funzione che interpreta il desiderio di una comunita’ in contrapposizione ad una decisone di governo non ha prodotto ricorso amministrativo a salvaguardia della citta’ capoluogo, unitamente alla provincia di Avellino e Benevento. Invito cosi’, tutti a riflettere della negativa ricaduta sulla citta’ e l’intera provincia in mancanza di una rappresentanza politico territoriale in un momento cosi’ rilevante di crisi economico sociale ed occupazionale”, conclude.
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