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La valutazione è stata effettuata sulla base di 6 indicatori: la presenza e tipologia di infrastrutture ambientali per ridurre l’inquinamento, gestire i rifiuti e l’energia, promuovere l’innovazione ambientale; la diffusione di tecnologie ambientali nelle imprese; il numero di aziende con certificazione ambientale; il numero di marchi ed etichette ambientali nei prodotti tipici del distretto; la realizzazione o meno di programmi di controllo ambientale da parte delle autorità pubbliche verso le aziende del distretto; la realizzazione di progetti di eco innovazione negli ambiti strategici della Rete Cartesio: aree produttive ecologicamente attrezzate, promozione delle certificazioni ambientali di distretto, marchi di qualità ambientale di prodotto a livello di cluster, progetti sui cambiamenti climatici.
I distretti analizzati si trovano in 16 regioni, con la presenza di circa 120.000 imprese (numero che considera le sole attività caratterizzanti il settore produttivo del distretto). Le regioni maggiormente rappresentate in termini di numero di imprese sono la Lombardia (17,5%), Emilia Romagna (15,2%), Toscana (12,6%), Piemonte (10.9%) e Veneto (10,3%). In termini di ripartizione territoriale il 18% dei distretti è localizzato nel Sud, il 27% nelle regioni del Centro, 18% nel Nord-Ovest e 37% nel Nord-Est. Considerando i macro settori, il 39% appartiene al comparto abbigliamento-moda, il 15% al settore agro-alimentare, al 21% al settore arredo-casa, il 18% al metalmeccanico, il 7% comprende altri settori (cartario, chimica, plurisettoriali). Sono distretti che, per la maggior parte, negli anni oggetto di analisi (dal 2009 al 2011) hanno visto una importante riduzione del numero delle imprese attive e del numero degli occupati a causa della crisi economica, ma che non hanno ridotto il loro peso sull’ambiente, sia in termini di utilizzo di risorse che di impatti ambientali diretti e indiretti.(Alberto D’Errico)