Si è spento Peppino Gargani, avvocato e uomo politico che per decenni ha rappresentato uno dei volti più riconoscibili della tradizione democristiana.
Laureato in Giurisprudenza, entrò giovanissimo nella Democrazia Cristiana, partito nel quale costruì gran parte del proprio percorso pubblico. Nel corso degli anni ricoprì incarichi di primo piano all’interno dell’organizzazione nazionale e regionale del partito, arrivando a far parte degli organismi dirigenti e assumendo anche il ruolo di segretario regionale campano. Appartenne all’area politica della corrente “Base”, quella di Ciriaco De Mita.
La sua esperienza parlamentare iniziò nei primi anni Settanta e proseguì per oltre vent’anni alla Camera dei Deputati. Durante questo periodo ricoprì anche l’incarico di sottosegretario alla Giustizia, consolidando il proprio profilo istituzionale.
Dopo la fine della Democrazia Cristiana aderì al Partito Popolare Italiano. Negli anni successivi prese parte al dibattito interno dell’area centrista, sostenendo il progetto politico che avrebbe portato alla nascita dell’Ulivo e il percorso guidato da Romano Prodi. In quella fase venne inoltre nominato componente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Successivamente scelse di intraprendere una nuova esperienza politica aderendo a Forza Italia. Con il partito di centrodestra fu eletto al Parlamento europeo, entrando nel gruppo del Partito Popolare Europeo e tornando poi a Strasburgo anche nella legislatura successiva grazie a un ampio consenso elettorale nel Mezzogiorno.
Tentò anche il ritorno alla politica nazionale candidandosi nel collegio di Avellino, senza però riuscire a conquistare il seggio.
Negli anni seguenti promosse nuove iniziative nell’area moderata e centrista, fondando il movimento EuropaSud e avvicinandosi successivamente all’Unione di Centro. Tornò inoltre a ricoprire un incarico europeo nella fase finale della legislatura conclusa nel 2014.
Tra le ultime esperienze pubbliche anche l’impegno nel fronte contrario alla riforma costituzionale del 2016, dove assunse un ruolo di coordinamento nell’area centrista.
Con la scomparsa di Gargani si chiude una pagina significativa della storia politica irpina, campana e nazionale, attraversata da oltre mezzo secolo di attività istituzionale e di presenza nel dibattito pubblico.
