Monteverde – “Nona giornata del Festival della poesia del Sud … e per il Sud”: a Monteverde sabato si svolgerà l’iniziativa patrocinata dall’Amministrazione comunale del centro irpino e dedicata alla rivalutazione della poesia romantica meridionale e segnatamente a Vincenzo Padula e Pietro Paolo Parzanese. Alla manifestazione, che si svolgerà nel Castello di Monteverde nel corso della mattinata, prenderanno parte il sindaco di Monteverde, Franco Ricciardi, il vicesindaco Antonio Vella, Ferdinando Bianco, esperto di tematiche ambientali, il vicesindaco di Nusco, i direttori artistici del Festival Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano. Ospiti gli studenti del Liceo Scientifico di Caposele, che hanno mostrato vivissima attenzione per la poesia romantica meridionale, in tal senso opportunamente guidati dai docenti dell’Istituto. Sono previste, in particolare, con inizio alle 10.00, le relazioni di Paolo Saggese su Pietro Paolo Parzanese, poeta della patria e dei poveri, e di Vincenzo Napolillo, poeta e intellettuale irpino trapiantato a Cosenza, ed esperto della poesia di Vincenzo Padula. Le letture poetiche saranno affidate ad Armando Saveriano. In particolare si porranno in evidenza, nel corso della giornata, le cause della damnatio memoriae del poeta arianese, ancora oggi poco noto persino in patria, dovute anche a giudizi non lusinghieri di De Sanctis e di Croce, oltre che alla stroncatura di Francesco Flora. Qui di seguito, riportiamo alcuni giudizi della critica proprio sul poeta di Ariano. Certo, l’oblio da cui il poeta tutt’ora è avvolto, trova una qualche ‘giustificazione’ nel giudizio riduttivo, ma non stroncatorio, di Francesco De Sanctis che, pur riconoscendone il valore, lo definiva “poeta del villaggio”, e che nella sostanza fu riecheggiato da Benedetto Croce (lo studioso parla del “buon canonico Parzanese”). Dinanzi all’autorevolezza dei due illustri studiosi, a poco valsero gli sforzi di Nicola Susanna (risalenti al lontanissimo 1884), che pubblicò le poesie inedite di Parzanese e illustrò l’arte del poeta con argomentazioni in parte tuttora valide, così come furono vane anche le ricerche e l’operosità del Lo Parco (datate 1921). Più di recente, comunque, l’attenzione della critica italiana nei confronti del poeta di Ariano è stata più vigile e, in sostanza, più equilibrata.
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