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“La norma in questione – spiega Lomazzo – prevede che entro sei mesi dalla sua efficacia, gli enti locali debbono adeguare i propri statuti e regolamenti alle disposizioni contenute nel comma 3 dell’art.6 del T.U.( decreto legislativo 18 agosto 2000 ,n.267) come modificato dal comma 1 dell’art.1 della suddetta legge, che dispone la sostituzione del termine “promuovere” con “garantire” la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del Comune e della Provincia, nonché degli Enti, aziende ed Istituzioni da essi dipendenti. In particolare, il vigente art. 46 del T.U. degli enti locali come, appunto, modificato dalla lettera b del comma1 dell’art.2 della legge 215/12 prevede: che il sindaco e il presidente della provincia nominano nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi tra i componenti della Giunta. Il prefetto Guidato ha inoltre richiamato l’attenzione dei sindaci relativamente a quanto contenuto in alcune sentenze giurisprudenziali dei Tar Lazio, Sardegna, Puglia, Piemonte in ordine ad un’equa rappresentanza dei generi nelle giunte comunali. Contribuire a sbloccare un sistema deficitario in termini di democrazia rappresentativa è compito di tutti – conclude la consigliera di parità – e ciò per costruire una società più giusta dove donne ed uomini possano concretamente godere di pari diritti di cittadinanza”.