«Se sarò eletto, la mia amministrazione farà di tutto affinché Avellino torni ad essere un centro culturale effervescente. Prima perché siamo convinti, al contrario di chi dice che con la Cultura non si mangia, che, invece, con la Cultura si vive e attraverso la Cultura possiamo creare nuovi posti di lavoro. Nuove occasioni. Inoltre, e anche di questo siamo certi, la Cultura fa bene soprattutto ai cittadini».
Lo afferma il candidato sindaco del campo largo, Nello Pizza, in occasione dell’incontro con la Stampa di questa mattina davanti alla Dogana, insieme al candidato consigliere comunale Luca Cipriano. Un appuntamento per illustrare, proprio partendo dal monumento storico di piazza Amendola da poco restituito alla città, il programma sull’utilizzo della struttura in rete con gli altri edifici deputati ad ospitare iniziative e progetti culturali.
Pizza ribadisce l’importanza del tema nelle sue linee programmatiche. «Siamo pronti a promuovere ogni evento di carattere culturale – continua – perché una città dove si respira Cultura è una città migliore anche per ogni singolo individuo. Questo è uno dei punti centrali del programma, potremo dire una nostra ragione di vita amministrativa, nel senso che caratterizzerà la nostra azione amministrativa. Ce lo chiede anche la gente perché Avellino ha una vocazione culturale che in questi anni, purtroppo, non è stata più coltivata».
Poi passando nello specifico alla Dogana e al fatto che possa rappresentare un una sorta di “ridotto” del Teatro Gesualdo da 250 posti, il candidato del centrosinistra è chiaro: «È una proposta che noi poniamo all’attenzione della città. Quella, tra le tante, che credo consenta anche di razionalizzare l’utilizzo del Massimo avellinese da una parte e della Dogana dall’altra. Avellino ha bisogno di un teatro più piccolo. È impensabile che tutte le iniziative possano essere fatte in una struttura di 1200 posti, con un palcoscenico di 500 metri quadri. Avere un ridotto significa consentire una serie di iniziative che in questi anni non hanno potuto essere realizzate proprio perché mancava una struttura. Naturalmente ne discuteremo anche con il Comitato Salviamo la Dogana, animato dal professore Franco Festa, che tanto si è speso in questi anni».
La Dogana nell’idea di Pizza sarà al centro di una rete di strutture per rilanciare la Cultura: Victor Hugo, Casino del Principe, Villa Amendola, ex cinema Eliseo, tutti luoghi che possono servire a rilanciare il progetto culturale sulla città. «L’obiettivo è quello di avere queste strutture sempre aperte – riprende – perché vogliamo farci entrare gli avellinesi. Per troppi anni sono rimaste vuote e inutilizzate, noi, invece, vogliamo che tornino a vivere. Naturalmente coinvolgendo la cittadinanza e le associazioni. Faremo dei bandi trasparenti per dare una casa a tutte le associazioni che ne hanno diritto e dimostreranno di avere i requisiti necessari. Chi è in regola avrà sicuramente ospitalità in questi luoghi, senza distinzioni o favoritismi».
Poi passando nello specifico alla Dogana e al fatto che possa rappresentare un una sorta di “ridotto” del Teatro Gesualdo da 250 posti, il candidato del centrosinistra è chiaro: «È una proposta che noi poniamo all’attenzione della città. Quella, tra le tante, che credo consenta anche di razionalizzare l’utilizzo del Massimo avellinese da una parte e della Dogana dall’altra. Avellino ha bisogno di un teatro più piccolo. È impensabile che tutte le iniziative possano essere fatte in una struttura di 1200 posti, con un palcoscenico di 500 metri quadri. Avere un ridotto significa consentire una serie di iniziative che in questi anni non hanno potuto essere realizzate proprio perché mancava una struttura. Naturalmente ne discuteremo anche con il Comitato Salviamo la Dogana, animato dal professore Franco Festa, che tanto si è speso in questi anni».
La Dogana nell’idea di Pizza sarà al centro di una rete di strutture per rilanciare la Cultura: Victor Hugo, Casino del Principe, Villa Amendola, ex cinema Eliseo, tutti luoghi che possono servire a rilanciare il progetto culturale sulla città. «L’obiettivo è quello di avere queste strutture sempre aperte – riprende – perché vogliamo farci entrare gli avellinesi. Per troppi anni sono rimaste vuote e inutilizzate, noi, invece, vogliamo che tornino a vivere. Naturalmente coinvolgendo la cittadinanza e le associazioni. Faremo dei bandi trasparenti per dare una casa a tutte le associazioni che ne hanno diritto e dimostreranno di avere i requisiti necessari. Chi è in regola avrà sicuramente ospitalità in questi luoghi, senza distinzioni o favoritismi».
