
Pisa – Il piccolo Niccolò ha ricevuto il sacramento del battesimo accanto al padre, così come Giovanna e Nicola si erano promessi prima della partenza per la missione a Nassirya. E così è stato… Per il battesimo stavano aspettando il rientro, previsto per il mese di giugno, del padre per fare un’unica grande festa, insieme ma non è stato possibile… anche se oggi simbolicamente Nicola e Niccolò erano insieme. Il saluto del picchetto d’onore dei militari della Caserma “Gamerra” di Pisa – dove fino alla serata di ieri era stata allestita la camera ardente – ha scandito l’arrivo nella Chiesa di San Nicola del feretro avvolto dal Tricolore del Capitano Ciardelli… un silenzio commovente rotto solo da qualche applauso di quanti erano accorsi per l’ultimo saluto del loro eroe e dal grido “Folgore” dei commilitoni, di quei soldati che hanno convissuto con Nicola, giorno e notte. Una ‘piccola’ Cattedrale gremita non solo dai familiari del caduto in Nassirya ma anche da tante istituzioni e da gente comune. Nelle immagini trasmesse dalle emittenti televisive nazionali trapelava il dolore e la commozione anche quando la signora Giovanna stringeva al suo petto Niccolò: ha cercato di accennare un sorriso, triste ovviamente… e a rincuorarla anche nel giorno dell’ultimo saluto la psicologa dell’Esercito Mara Sampietro. Niccolò è stato battezzato proprio accanto alla bara del padre… l’Arcivescovo di Pisa, Monsignor Alessandro Plotti, gli ha messo al collo una medaglia d’oro donata dall’Esercito Italiano con la dedica “…a Niccolò, Pisa 3 maggio” ed ha consegnato a mamma Giovanna la benedizione speciale del Santo Padre. Quello del battesimo è stato un momento particolarmente emozionante soprattutto quando la vedova Ciardelli ha salutato Nicola… Giovanna ha abbracciato il feretro a lungo, quell’abbraccio che da mesi attendeva… “Niccolò mi darà la forza per andare avanti. Al mio bambino parlerò sempre di suo padre e del suo lavoro. Suo padre è morto per la pace. Voglio far conoscere la personalità di mio marito, i suoi valori, la sua dedizione per la famiglia ed il suo lavoro”. La vedova Ciardelli pensa al suo bambino e al domani… “Se mio figlio volesse un giorno, quando sarà grande, intraprendere la carriera militare – aggiunge la donna – avrà il mio appoggio incondizionato. Ne sarei felice io, ne sarebbe stato felice suo padre, sarebbe per noi tutti motivo di grande gioia perché Nicola credeva in quello che faceva”. (emil.bol.)