Pietro Grasso: “Pool antimafia, un esempio contro la criminalità”

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Avellino – Il Palazzo di Giustizia di Piazzale De Marsico ‘blindato’ da tutte le Forze dell’Ordine per l’arrivo in città di Pietro Grasso, il Procuratore Nazionale dell’Antimafia. Alle ore 09.00 l’auto blu, scortata anche dagli Agenti della Polizia Stradale, ha fatto il suo ingresso nel piazzale antistante il Tribunale. Ad accogliere il vertice dell’Antimafia sono stati il Procuratore Mario Aristide Romano che ha fatto gli onori di casa, i Magistrati, gli avvocati e le cariche politico-istituzionali avellinesi. Un’Aula gremita da togati, politici e Forze dell’Ordine per il convegno promosso dal Centro Studi “Nuova Dikea”, presieduto dal Sostituto Procuratore Distrettuale Antimafia Sergio Amato. Per Grasso, “…è necessaria la costituzione di un organismo centralizzato in tema di indagini sul terrorismo. Il nuovo organismo infatti dovrebbe ricalcare – ha spiegato il vertice dell’Antimafia – l’esperienza del pool antimafia che si muove sia a livello centrale che nazionale ma anche a livello distrettuale”. Una presa di coscienza anche sulla base delle analisi più recenti: dati che confermano collegamenti sempre più stringenti tra criminalità organizzata e terrorismo, e ipotizzano nuove e diverse forme di collaborazione, commistioni e sovrapposizioni tra questi due mondi. Per Pietro Grasso, i riflettori devono essere puntati soprattutto sul contrasto dei flussi migratori illegali quali “… strumenti principali nel traffico di armi, droga e riciclaggio”. Ma l’attenzione deve restare alta anche contro la mafia: dall’aggravamento delle pene per reati di mafia e terrorismo, alle esclusioni dei benefici, dal peggioramento delle condizioni di reclusione previsto dall’articolo 41 bis al lavoro di intelligence che ha consentito, per il Procuratore Nazionale “… di acquisire direttamente dall’interno delle organizzazioni criminali notizie ed informazioni importantissime”. Nel corso del convegno ha riscosso attenzione particolare l’intervento del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Li Gotti “…sarebbe auspicabile introdurre nell’ordinamento la regola che stabilisca l’interrogatorio della persona indagata prima dell’eventuale emissione del provvedimento di custodia cautelare a suo carico. Come sanno bene sia i magistrati che gli avvocati, in moltissime fattispecie questa norma consentirebbe di chiarire fatti processuali e indagini, mantenendo inalterate le garanzie che tutelano la libertà dei cittadini e, naturalmente, anche di quelli indagati per fini di giustizia”. Interessante anche il commento del senatore di Alleanza Nazionale Alfredo Mantovano, componente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama che si è detto favorevole alla proposta del Procuratore Grasso di “…costituire, sul modello della direzione nazionale antimafia, un organismo centralizzato con le sue diramazioni sul territorio che si occupi esclusivamente di terrorismo” ma ha ‘bocciato’ l’idea avanzata da Li Gotti in merito all’interrogatorio dell’indagato prima di un provvedimento cautelare. Tra i presenti si è notata l’assenza del Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella al quale si erano rivolti gli avvocati della Camera Penale Irpina per ottenere un intervento in merito a nodi che ormai da mesi sono al centro della diatriba con il Procuratore Romano, come la carenza del personale, l’organizzazione precaria degli uffici giudicanti, delle lentezze del sistema giuridico avellinese e non solo. Sul ‘caso Procura” nessun intervento… ‘i panni sporchi si lavano in casa propria’, cita il proverbio. E così è stato. Intanto, neppure la visita del Procuratore Antimafia ha fatto deporre le asce: il Consiglio dell’Ordine infatti conferma l’astensione dalle udienze civili e penali ma anche di quelle dinanzi al Giudice di Pace dal 10 al 31 luglio con l’assemblea permanente degli iscritti. (emil.bol.)

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