
PIETRADEFUSI – Già presidente dell’Asi, Giulio Belmonte si riconferma alla guida del Comune di Pietradefusi con una maggioranza bulgara. I suoi consensi si attestano intorno all’ottantacinque per cento. Uno dei dati più alti d’Italia. “Mi aspettavo di essere riconfermato – ammette – ma non per l’avversario che avevo di fronte, ma per quello che ho fatto nei cinque anni passati”. Belmonte non ha dubbi. La priorità è innanzitutto puntare sulla funzione di servizio che connota la vera politica. “Le grandi opere vengono dopo. Senza la connessione con i cittadini e il territorio le piazze costruite restano vuote. Bisogna recuperare il rapporto con le famiglie e potenziare i servizi”. Ma i progetti in cantiere ci sono eccome. Molti sono in stato di avanzamento. E’ il caso della riqualificazione urbana, tra cui spicca il recupero di circa 80 alloggi nelle frazioni Sant’Elena e Pietra, ancora coperti da pericolose coperture di eternit. “E’ già stato siglato un apposito Protocollo d’intesa con la Regione – ricorda – e nell’ambito del project financing, a breve dovrebbero partire i lavori. C’è poi il piano “Edifici sicuri”, per altri due milioni di euro”. Ma in tempo di forte recessione, il tallone di Achille di ogni amministrazione è costituito dalla scarsità dei fondi. In un contesto del genere, operare le politiche necessarie a smuovere l’economia e l’occupazione è sempre più arduo. Belmonte appare pragmatic: “Siamo tutti deficitari strutturalmente. Questo, però, non deve fornire agli amministratori un comodo alibi per dimenticarsi della propria funzione. Dobbiamo rimboccarci le maniche”. A Pietradefusi, la frontiera individuata dal sindaco è il terziario: “Penso a percorsi enogastronomici e a iniziative turistiche in primis. Insomma – conclude – dobbiamo inventarci il lavoro in questa fase di crisi aspettando che nelle aree industriali ripartano le grandi attività produttive”. (fl.co.)