Picchiava e minacciava la convivente: allontanato dalla famiglia

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Grottaminarda – Ennesimo drammatico caso di violenza domestica in Irpinia scoperto dai Carabinieri. I diversi episodi di violenza fisica e psichica cui era sottoposta la vittima non erano accadimenti sporadici, ma rappresentavano vari momenti di una condotta che ormai era divenuta abituale.
La frequenza e la ripetitività degli episodi di maltrattamento hanno denotato una palese intenzione criminosa di ledere l’integrità fisica e psichica di una donna. I reiterati atti vessatori spaziavano dalla violenza psicologica, nella forma di ingiurie o angherie, a quella fisica, concretizzatasi in aggressioni che hanno portato la vittima a ricorrere anche alle cure mediche.
Alla fine la donna esasperata da questa situazione si è recata dai Carabinieri di Grottaminarda per denunciare i fatti. I militari, avviate immediatamente le indagini, con il coordinamento di Marina Campidoglio della Procura di Ariano Irpino diretta da Luciano D’Emmanuele, sono riusciti ad acquisire elementi di colpevolezza nei confronti di un 44enne del posto, che non solo la percuoteva e aggrediva con schiaffi, calci e pugni, ma che addirittura la minacciava dicendole che, qualora fosse andata dai Carabinieri per denunciarlo, le avrebbe rapito il figlio di 6 anni. I Carabinieri sono riusciti anche a dimostrare che le condizioni di disagio in cui viveva la donna non consentivano la sua convivenza con l’uomo.
L’uomo, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesione personale, è stato allontanato dalla casa familiare su disposizione del GIP del Tribunale di Ariano Irpino, Gelsomina Palmieri, che ha concordato con la richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica. Da oggi non si potrà più avvicinare all’abitazione della donna. All’uomo, inoltre, i Carabinieri di Grottaminarda durante il mese di agosto avevano già notificato il decreto del Prefetto di Avellino con cui gli veniva vietato di detenere armi munizioni, nonché materiale esplodente.
Il provvedimento del Prefetto era scaturito da una proposta avanzata dai Carabinieri che avevano dimostrato la pericolosità dell’uomo e quindi la sua inidoneità a detenere armi.

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