La pausa estiva non ha fermato l’assessore comunale di Avellino Paolo Ricci che continua a lavorare senza sosta alla stesura del Piano Strategico, uno strumento essenziale per la crescita economica, sociale e culturale della città.
“Responsabilità, partecipazione, cura: ESSERE-IN-COMUNE”, questo lo slogan che riassume il principio guida del progetto: “Il Piano Strategico si baserà su un principio fondamentale – spiega l’assessore – coinvolgere l’intera comunità facendo in modo che ci sia una responsabilità civile che si allarga anche alla partecipazione dei territori vicini. Tradotto significa essere in comune, stare assieme. Per noi non è importante soltanto il risultato finale del progetto, ma il processo con cui ci arriveremo. Coinvolgendo la città, le Istituzioni e la politica, si può arrivare ad un piano partecipato in cui tutti possano esprimere la propria opinione”.
Incontri istituzionali, incontri pubblici di discussione con relatori su invito, eventi cittadini e proposte provenienti da giovani laureati e laureandi, saranno i quattro canali attraverso i quali, entro marzo, sarà possibile fare un quadro generale delle priorità della città che comunque terrà conto, in primis, delle linee programmatiche del sindaco Foti: “Il consiglio comunale resta supremo – chiosa Ricci – non a caso il primo ciclo di incontri, che si terrà il 27 agosto, è proprio con i capigruppo. Ad ottobre invece partiremo con i dibattiti pubblici, fonte di confronto e discussione con la cittadinanza. Contemporaneamente partirà un bando pubblico rivolto ai giovani studenti laureati, o laureandi che hanno compiuto ricerche che hanno per oggetto la definizione strategica della città. Inoltre abbiamo inaugurato un filo diretto con la comunità attraverso il web, dove vengono forniti tutti i contenuti essenziali per arrivare alla definizione del documento. Il percorso non potrà non tener conto dell’Agenda Europea 2014/2020, però invertiamo un trend, prima l’idea della città, poi i progetti che possono essere finanziati”.
L’esecutivo, quindi, a dispetto delle polemiche non è chiuso nelle stanze di Palazzo di Città, ma aperto a consigli e suggerimenti: “Avremmo potuto chiudere il Piano strategico in un paio di giorni, ma non è questo il modo giusto di procedere. L’obiettivo è coinvolgere al di là di populismi e demagogie. Tuttavia, non si può chiedere compartecipazione se prima non è stato fissato un metodo”.
Infine le priorità. “I punti più importanti sono da costruire insieme – dice – ma è chiaro che voglio arrivare in città già con delle idee. Per far ciò è fondamentale l’efficienza della macchina amministrativa che permette l’aumento delle chance di successo, perché tutti i progetti potranno funzionare soltanto mediante di essa. Secondo, dobbiamo costruire una rete culturale che sia al centro della città. Terzo, la riqualificazione urbana, che sarà una parte del piano ma non va a coincidere con esso, come è accaduto negli anni scorsi; quarto la valorizzazione del territorio e infine l’Area Vasta”.
Il ciclo di incontri si svolgerà in un arco temporale di massimo 7 mesi; ad aprile, quindi, si procederà ad incanalare le idee, mentre i fondi saranno reperiti attraverso quattro livelli di progettualità: finanziamenti comunitari, progetti destinati ai privati, partenariato tra il pubblico e il privato e infine si farà affidamento alle finanze esclusive del Comune.
La novità, infine, è che il Piano non avrà risorse, l’assessore Ricci non usufruirà di consulenze esterne, ma farà affidamento esclusivamente alle sue energie e alle competenze dei dirigenti del Comune.
(di Rosa Iandiorio)
