Piano Ospedaliero: lungo dibattito per il voto atteso nella notte

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Si continua ad oltranza, il voto finale sul piano è atteso nella notte.Il Consiglio Regionale ha approvato un emendamento di Italia dei Valori (proposto dai consiglieri Francesco Manzi, Giuseppe Maisto e Nicola Marrazzo) che riduce di 100 posti letto per l’azienda universitaria Federico II e 60 posti letto per la Seconda Università di Napoli. Su questo tema si è detto d’accordo anche il capogruppo di An Enzo Rivellini che ha sottolineato “l’anomalia del sistema campano che vede “un esercito di primari presso queste strutture, con più primari che posti letto. Dello stesso avviso il consigliere Giuseppe Russo (Pd) che ha sottolineato: “non è un problema di numeri ma di principio, è necessario segnalare al Governo la necessità di rivedere la convenzione Regione-Università, alla luce del fatto che quest’ultima è divenuta sede privilegiata a avulsa dalla realtà campana”. Anche l’assessore alla sanità Angelo Montemarano si è detto d’accordo e ha annunciato che “tale norma sarà il punto di partenza affinchè nei prossimi mesi, entro giugno 2009, sia presentato il nuovo accordo Regione-Università, che è stato già trasmessa al Ministero, nonostante il parere contrario dell’università”. Anche il presidente della Commissione sanità Angelo Giusto si è detto d’accordo, diversamente il consigliere Giuseppe Sagliocco che ha evidenziato: “una problematica tanto importante non può essere affrontata in questo modo”. L’emendamento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e dell’opposizione e con l’astensione di Giuseppe Sagliocco. il capogruppo regionale del Partito Democratico Pietro Ciarlo precedenza il capogruppo regionale del Partito Democratico Pietro Ciarlo aveva dichiarato: “Il provvedimento all’esame del Consiglio non è un provvedimento-tampone, ma un intervento positivo e costruttivo per far attuare il piano di rientro del debito sanitario e per dare inizio a un profondo cambiamento della sanità campana”. Ciarlo, ha auspicato che “tutte le forze politiche diano un contributo decisivo alla approvazione del provvedimento che è indispensabile per evitare il commissariamento e riaffermare la centralità del Consiglio”. Il capogruppo del Pse Gennaro Oliviero ha evidenziato che “il piano di rientro si rende indispensabile per evitare il commissariamento e procedere nella direzione del risanamento dei conti della sanità. Ci sono questioni che riguardano il breve periodo, l’immediato, che sono le chiusure dei conti del 2008, ma ci sono questioni che riguardano, invece, la programmazione a stretto giro di posta, in termini tecnici, ad un anno, un anno e mezzo, che è questa del Piano di razionalizzazione; le due cose non sono nel senso di dare alla nostra Regione quello che ognuno di noi può immaginare di una sanità migliore possibile, ma devono essere, invece, le cose oculate e fatte con senso e con misura. E’ chiaro che questo Piano dovrà avere ulteriori accorgimenti, ulteriori attenzioni. Il dibattito in Commissione sanità è aperto sull’organizzazione futura, credo che bisogna rimettere mano anche al Piano dell’organizzazione sanitaria territoriale”. Il presidente della Commissione Bilancio ed esponente di Italia dei Valori Nicola Marrazzo ha ricordato che “Idv ha posto un problema di ordine politico al presidente della Giunta e a tutto il centrosinistra: il rientro dal disavanzo e il piano ospedaliero sono due momenti diversi da esaminare separatamente, soprattutto tenuto conto che il piano ospedaliero non può essere modificato con il peso della spada di Damocle del rientro dal debito da attuare nella parte economica entro il 30 novembre?. Inoltre – ha aggiunto Marrazzo – occorre procedere ad seria verifica dell’operato dei direttori generali che in molti casi, come dimostrato dal grave debito accumulato da alcune asl ed aziende ospedaliere, hanno svolto una attività insoddisfacente. Italia dei Valori – ha concluso Marrazzo – ha, dunque, proposto una serie di proposte emendative volte a garantire l’equilibrata distribuzione dei servizi sanitari sul territorio”. Da evidenziare l’intervento del Presidente Antonio Bassolino intervenuto questa mattina all’inizio dei lavori del Consiglio che si è soffermato sui “provvedimenti strutturali importanti che sono all’esame del Consilio, che determinano la riduzione del numero delle Asl, la razionalizzazione dei distretti, la riorganizzazione delle rete dell’emergenza, la riduzione dei posti letto, la riqualificazione delle aziende ospedaliere, la riorganizzazione della rete ospedaliera in ospedali di primo, secondo, terzo livello. Tutte misure importanti – ha sottolineato Bassolino – sulle quali c’è stato un ampio confronto tra Giunta e Consiglio e in Commissione tra maggioranza e opposizione”. “In questi anni abbiamo portato avanti scelte impegnative: eravamo ad otto miliardi di euro di disavanzo nel 2000, ci siamo mossi in modo impegnativo malgrado per anni le differenze tra sud e nord, tra le regioni giovani e anziane dell’Italia, hanno pesantemente penalizzato il Mezzogiorno e favorito alcune regioni del nord; malgrado ciò – ha proseguito Bassolino – lo sforzo fatto da Consiglio e Giunta ha portato a una seria riduzione del debito della sanità, la cui curva è fortemente discendente dal 2000 ad oggi”. “Per proseguire questo percorso, sulla base dell’Accordo tra la Regione Campania e il Governo, dobbiamo avanti con misure strutturali e intervenendo sul deficit del 2008 sul quale le stime presuntive del tavolo tecnico di Roma sono di un deficit che dovrebbe essere di 308 milioni di euro, mentre le stime del nostro assessorato indicano un debito inferiore – ha aggiunto Bassolino, che ha anche reso noto che “a dicembre a Roma si riunirà nuovamente il tavolo tecnico per valutare a che punto è il cammino di risanamento dei conti della sanità e torneremo in un giusto rapporto istituzionale per verificare se occorre prendere altre decisioni”. Per Bassolino “è infatti importante muoversi in un clima giusto qui tra di noi e tra noi e Roma, nella linea della leale collaborazione e del confronto, la stessa linea sulla quale si muoviamo come regioni meridionali nei confronti del Governo, in modo unitario, sulla problematica dei fondi Fas, che sono determinanti per lo sviluppo delle regioni del Sud affinché non si vada su strade che non siano concordate e affinché non si perda il controllo su determinanti settori di intervento e di sviluppo per le regioni meridionali”.

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