Irpinianews.it

Piano Casa: “Una panacea per l’economia campana”… ma ferma al palo

Avellino – Il Piano Casa è fermo al palo in Campania. Più precisamente all’articolo 3. La legge che andrà a regolamentare l’ampliamento del patrimonio immobiliare abitativo, e la conversione delle aree industriali dismesse, non sembra vedere almeno per il momento la luce nel tunnel in cui è piombata.

Il perché e le responsabilità dell’empasse sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa questa mattina da Roberto Castelluccio e Franco D’Ercole, consiglieri regionali del Pdl. “Colpa della rissosità e dei disaccordi interni – ha affermato Castelluccio – la Campania è l’unica regione a non aver ancora dato attuazione alla legge già approvata dalla Conferenza Stato – Regioni. Anche in questo caso dimostriamo di essere fanalino di coda dell’Italia a dispetto delle altre Regione, come il Veneto, dove invece è già realtà”.

La legge sul Piano Casa sarebbe, secondo i consiglierei regionali, un ottimo strumento di sviluppo e di rilancio economico della regione sia per il pubblico che per il privato. Sarebbe una boccata di ossigeno per le piccole e medie imprese soprattutto e andrebbe a dare nuova linfa ad oltre 200 indotti che girano intorno all’agricoltura e all’edilizia. Chi ha denaro da investire potrebbe farlo più facilmente con il notevole vantaggio che l’Erario non ci rimetterebbe un solo euro.

Ma in Campania la vicenda legata all’approvazione è un vero e proprio travaglio. Pochi giorni fa, l’ennesima fumata nera in Consiglio Regionale: “E’ dal 27 luglio che non si riesce ad uscire da questa empasse: da mesi all’ordine del giorno figura il Piano Casa e da altrettanti mesi il centrosinistra non riesce a mettersi d’accordo. E’ assurdo che ci si trovi di fronte ad una maggioranza in Regione che è al tempo stesso anche opposizione”. In effetti nel centro sinistra di Palazzo Santa Lucia, si è creato un gran caos da quando all’ordine del giorno del consiglio è comparsa la voce “Piano Casa”: la sinistra più estrema, che considera quella in questione una “legge mostro”, ha disertato la votazione, disobbedendo a quanto invece indicato dal Governatore Bassolino che questo Piano Casa era intenzionato a farlo passare.

I consiglieri di “Sinistra e libertà” vorrebbero infatti un Piano Casa con un ambito di applicazione più limitato rispetto a quello ipotizzato dal testo approvato dalla commissione urbanistica. “Una delle condizioni che i consiglieri di sinistra avrebbero voluto aggiungere era quella di negare la possibilità, a chi in passato ha usufruito di un condono edilizio (fino a 90 mq), di poter ampliare la propria casa. Oltre ad essere del tutto incostituzionale, quale sarebbe il motivo per cui una famiglia che ha già pagato le proprie sanzioni non dovrebbe poter accedere alla possibilità dell’ampliamento della propria abitazione?”

Demagogia, nient’altro che demagogia. Così gli esponenti del Pdl hanno definito l’azione di opposizione (ma della maggioranza!, ndr) assunta dalla sinistra. “Quando parlano di impatti ambientali, quando definiscono disastrosi gli effetti della legge, lo fanno solo per mistificare la realtà. Il Piano Casa non potrà che avere riscontri benefici sulla nostra economia, e quanto agli impatti ambientali ci sono seri paletti e limiti stabiliti dalla legge stessa che saranno rigidamente fatti rispettare. Il territorio non ne uscirà quindi massacrato”.

Intanto il consiglio regionale si riunirà mercoledì 18 novembre “… inviteremo la maggioranza a trovare un’intesa e Bassolino a spiegarci quello che vuole fare”…ma le possibilità che la situazione di stallo si sblocchi prima della fine della legislatura sono molto ma molto risicate. (di Oderica Lusi)

Exit mobile version