Bisaccia – “Per i Consorzi dei Servizi Sociali ed in particolare per quello dell’Alta Irpinia siamo ad un passaggio delicato che non può essere condotto con leggerezza, anche perché sono in gioco posti di lavoro, servizi ma soprattutto la qualità della vita delle persone che usufruiscono di servizi i quali a fine anno rischiano la chiusura”.
Pasquale Gallicchio dirigente provinciale del Partito democratico ancora una volta affronta una questione che da mesi crea preoccupazioni per migliaia di operatori e utenti perché ormai i Consorzi dei Servizi Sociali sono al collasso. Lo stesso vale per il Consorzio dei Servizi Sociali “Alta Irpinia”. “Qui – afferma Gallicchio – la situazione presenta maggiori difficoltà perché oltre alle risorse che mancano c’è un grosso punto interrogativo sul futuro degli operatori, in particolare di quelli che godono del tempo determinato. Nelle settimane scorse i sindacati hanno avanzato delle proposte concrete sul futuro del personale alle quali i sindaci devono rispondere con determinazione e chiarendo la direttrice da seguire. Sì, perché la chiarezza al tavolo dell’ assemblea rappresenta il punto di partenza essenziale per evitare scivoloni. Ho notizie di incontri e prossime mobilitazioni da parte dei Consorzi dei Servizi Sociali di tutta la regione Campania. Un segnale preoccupante perché dimostra come la misura sia ormai colma e non più sopportabile. Rispetto a ciò, credo che l’intervento dell’assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Ermanno Russo che più volte ho sollecitato non possa più tardare ad arrivare e se dovesse arrivare dovrebbe prevedere impegni precisi sulle risorse non stanziate per il 2011, il 2012 e per quelle future del 2013”.
Accorciando lo sguardo il dirigente provinciale si sofferma sulla vicenda del Consorzio dei Servizi Sociali “Alta Irpinia” al centro del ciclone da diversi mesi.
“Siamo ormai a fine novembre e tutti i comuni sono alle prese con unioni comunali e convenzioni di servizi. Su questi punti voglio essere chiaro ancora una volta. Ritengo che i servizi sociali debbano prevedere una gestione calibrata sugli attuali venticinque paesi. Ancora una volta i protagonisti sono i sindaci a cui rivolgo l’invito ad adottare scelte condivise per salvare uno strumento efficace. Per quanto riguarda il personale, il confronto con il sindacato non può che essere costruttivo perché ci sono operatori con contratto a tempo determinato che rischiano molto, rispetto a quelli indeterminati. Da ricordare che già è in atto un sistema di contratto di solidarietà. Una decurtazione dello stipendio condivisa tra tutti i dipendenti. Però, oggi di fronte alla richiesta dei sindacati di stabilizzare il personale a contratto a tempo determinato una stima del fabbisogno deve essere fatta al più presto. E’ questo il momento di messa alla prova non solo dei sindaci e del sindacato ma anche dei dipendenti. Questi ultimi dovranno essere pronti, pur di salvaguardare tutti, ad un’azione definitiva di solidarietà generale, si direbbe orizzontale. Una prova concreta di ciò che affermo si è già avuta in Comunità Montana “Alta Irpinia” dove con un accordo sindacale i dipendenti a tempo indeterminato hanno rinunciato ad alcune integrazioni pur di assicurare delle giornate lavorative a quelli a tempo determinato. Al Consorzio di Lioni si potrebbe studiare con i sindacati una soluzione in grado di rispondere in maniera efficace alle eventuali difficoltà che potrebbero nascere con la mancanza di risorse a disposizione per la stabilizzazione. Sarebbe un grande gesto di solidarietà in attesa di tempi migliori. Non sparpagliare servizi e far passare tutti i dipendenti a tempo indeterminato potrebbe essere la dimostrazione che il Consorzio dei Servizi Sociali “Alta Irpinia”, sempre modello di riferimento, possa continuare la sua azione anche pionieristica in tutta la Campania, come del resto ha fatto fino a questo momento”.