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Per i sindacalisti, lo sblocca Italia poteva significare qualcosa per la tratta Apice Orsaia, ma dopo il tentativo malcelato di stravolgere le decisioni anche delle comunità locali, con il commissariamento – soprattutto per la realizzazione dell’opera in Irpinia – si è rischiato di rimettere per l’ennesima volta tutto in discussione, salvo poi il recupero almeno potenziale della realizzazione anche e soprattutto della stazione in Valle Ufita.
Certo ora non c’è certezza della stazione Hirpinia, vi è la previsione della stazione di superfice (che non è proprio la stessa cosa) ma riaccendere la disputa forse anche di campanile, facendo riesplodere la polemica delle curve, dei tempi di percorrenza, rischia di allontanare l’obbiettivo, che già non ha avuto nessuna considerazione ne nella legge di stabilità, ne nello sblocca Italia che hanno assegnato al sud solo poche decine di milioni su più di 5 miliardi previsti per il trasporto ferroviario.
Nell’ultima riunione del Tavolo per lo Sviluppo è stato posto al primo punto della riflessione comune, lo sblocco di questa importante opera per il Mezzogiorno d’Italia, la cui strategia e il cui valore va e deve andare ben oltre i tempi di percorrenza e i raggi di iscrizione in curva di un treno; non è di grande rilievo se si dovrà arrivare a Bari con 15 minuti in più di tragitto, a fronte della realizzazione della terza stazione di Alta Velocità in Regione Campania che può significare la restituzione all’intero mezzogiorno del ruolo strategico che la geografia gli assegna e che la politica gli ha tolto.
La stazione in Valle Ufita e la realizzazione della Stazione Logistica costituiscono un’occasione per il Paese e non solo per l’Irpinia, la posizione nel mediterraneo accompagnata dalla realizzazione di un sistema intermodale dei traffici, è più importante e più alta delle dispute di questi giorni. Se il commissariamento serve a implementare le scelte fatte, ad accelerare le decisioni operative e a recuperare le risorse che allo stato il governo non ha previsto, allora facciano presto; Se invece sarà un altro tentativo malcelato di esproprio, allora le responsabilità saranno chiare e i colpevoli già noti, avendo il decreto espropriato le competenze locali a favore delle decisioni del Governo, che a questo punto è l’unico deputato a poter sbagliare, ma anche a far bene conclude la nota Cgil e Uil.