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Agli Onorevoli D’Agostino, De Mita, Famiglietti, Giordano, Paris e Sibilia poniamo 3 DOMANDE su quello che sarà il loro impegno per l’Irpinia e chiediamo un impegno deciso a muovere, presso le istituzioni parlamentari, atti ed iniziative per la risoluzione della vicenda petrolio.
La chiave di volta è a Roma tra le aule parlamentari e i consigli di gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico.
1° DOMANDA :
Dopo decenni di cattive politiche di sviluppo, caratterizzate piani programmatici illogici e inconsistenti, l’avvio delle trivellazioni petrolifere e l’eventuale successivo utilizzo delle aree industriali della Valle Ufita per le collegate attività di stoccaggio e smistamento del greggio, potrebbe trasformare radicalmente la già fragile economia irpina.
L’Irpinia: Terra da valorizzare attraverso le sue risorse ambientali o terra da destinare a sole politiche di sfruttamento???
2° DOMANDA
L’Irpinia è terra d’acqua con il bacino idrico più importante del Sud Italia. Il Petrolio e la sua industria potrebbero esporre ad un forte rischio la stessa potabilità delle acque.
Quali sono i reali piani di salvaguardia e tutela delle sorgenti irpine???
3° DOMANDA
L’Irpinia ogni anno, registra l’aumento consistente del numero dei laureati e dei giovani altamente formati. Allo stesso tempo, l’Irpinia detiene poco invidiabili primati per la disoccupazione e per i casi di emergenza sociale.
L’avvio delle trivellazioni petrolifere, con il conseguente indotto industriale, potrebbe andare ad alterare la produttività e lo sviluppo di quelle positive realtà di crescita e sviluppo legate alle produzioni agricole di qualità, al turismo sostenibile, alle produzioni artigianali ed industriali ed anche al settore dei servizi al cittadino.
Quali sono i reali piani di investimento e sviluppo in campo per il rilancio dell’Irpinia???