PdZ A/4, Tropeano: “Masucci va oltre il mandato della Regione”

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Avellino – “Il Piano di Zona A04 segna un ulteriore passo indietro: la convenzione inviata ai sindaci nei giorni scorsi è stata pensata e scritta, non prendendo adeguatamente in considerazione la normativa Regionale e Circolari esplicative emanate dall’assessorato alle politiche sociali”. Così in una nota Valentino Tropeano sindaco di Montefredane.

“Sono stati, invece, tutelati quegli interessi particolari che sono stati motivo di scontro politico che per oltre un anno e che hanno bloccato l’avvio delle attività del nuovo ambito sociale. Ero certo che la nomina del Commissario Masucci con la nuova convenzione potesse, finalmente porre fine al “braccio di ferro”; mi aspettavo che la convenzione potesse essere uno strumento che mettesse in primo piano due elementi fondamentali: l’assistenza ai cittadini e il contenimento della spesa”, continua il sindaco.

“Leggendo la convenzione, invece, emergono tanti punti “particolari” che vanno in direzione completamente opposta alle finalità previste dalla normativa, e poco hanno a che fare con le problematiche dei cittadini, in particolare:
• Nonostante, la Regione Campania detta precise indicazioni per l’individuazione del comune capofila (comune sede del distretto sanitario, capacità finanziaria, organizzativa e contabile), che attraverso i propri uffici, funzionari e dirigenti, o dirigenti degli altri comuni del Piano, deve gestire il FUA secondo le indicazioni di razionalizzazione della spesa imposta dalle vigenti leggi (spending review) proprio per evitare il drenaggio di denaro pubblico a scapito dei servizi. Il commissario, invece, con la convenzione proposta, fondamentalmente relega il comune capofila alla sola funzione di “bancomat” dell’ambito, prevedendo (ciliegina sulla torta) attraverso una serie di artifizi la nomina del coordinatore esterno attraverso una “selezione”, dove praticamente manca solo nome e cognome del dirigente;
• In deroga alla norma regionale lo schema di convenzione prevede un Coordinamento Istituzionale costituito non più da 16 comuni ma da 17 enti, inserendo l’ASL come soggetto politico, con diritto di voto, senza quantificare preventivamente la eventuale quota di compartecipazione. Introducendo, in questo modo, uno spaventoso conflitto di interessi, considerato che alcune strutture sanitarie dell’ambito sono creditrici dei comuni che definiscono lo stesso; quindi, l’Asl verrebbe contemporaneamente a trovarsi nella funzione di controllore e controllato;
• Infine, non rientra fra i compiti del Commissario la pubblicazione di avvisi di selezione e la nomina di Commissioni Esaminatrici.
Queste sono solo alcune delle questioni che rendono la convenzione inaccettabile. Nelle “consultazioni” con i sindaci avviate dal Commissario, era emerso un unico comun denominatore, e cioè quello di salvaguardare i livelli occupazionali, attraverso un processo democratico e di trasparenza. Il Commissario ad Acta, andando oltre il mandato affidatogli dalla Regione, assume poteri che nessuno gli ha conferito; la definizione di una serie di vincoli temporali e di atti di individuazione dei soggetti decisori, impediscono ai Comuni di svolgere, con l’approvazione della Convenzione, il loro legittimo ruolo di produrre atti d’indirizzo e di programmazione. Non si comprende, perché non si sia provveduto semplicemente a migliorare la convenzione già approvata dai 16 Comuni, eliminando semplicemente la figura del vice coordinatore. Sono convinto che l’Assessore Regionale al Ramo Dott. Ermanno Russo, persona di grande sensibilità, saprà porre il giusto rimedio a questa insensata convenzione, adottando nell’incontro programmato per domani presso gli uffici Regionali con il Commissario Masucci, tutte le misure necessarie per modificare in positivo la Convenzione”, conclude Tropeano.

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