PdL – Querelle Cosentino, D’Ercole e Romano a muso duro

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Napoli – Nel PdL campano è scontro sul caso Cosentino. Sulla richiesta di arresto per il Sottosegretario all’Economia si è registrata la netta presa di distanze da parte del leader degli ex An e Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha ‘bollato’ la candidatura di Nicola Cosentino alla presidenza della Regione Campania, precisando che tale ipotesi “… non rientra più fra le cose possibili”.
Cosentino non ci sta e a Fini ha replicato: “Capisco le sue ragioni ma lui deve capire anche le ragioni del territorio”.
In Consiglio regionale tiene banco la querelle tra il capogruppo del PdL a Palazzo Santa Lucia, Paolo Romano, e Franco D’Ercole.

ROMANO ATTACCA – Riprendendo le ultime dichiarazioni del capo dell’opposizione in Regione alla presidenza della Giunta Regionale della Campania, Romano ha spiegato che “… le legittime decisioni dell’onorevole Nicola Cosentino tutto sono fuorché un irragionevole atto di sfida. L’inadeguatezza del centrosinistra, vero e proprio flagello politico per la Campania, è infatti da tempo sotto gli occhi di tutti i cittadini, i quali, malgrado un assalto mediatico mosso al coordinatore regionale del PdL da più di un anno, non hanno temuto, conoscendone capacità e valore, ad esprimergli la propria fiducia come dimostrano intanto le ultime competizioni politiche, amministrative ed europee. Chi sceglie questo mestiere ed ha la coscienza a posto non ha alcuna ragione di vivere nel timore ma se il collega D’Ercole, cosa che non credo, sta operando una scelta di campo ha il dovere di dare qualche spiegazione agli elettori”.

LA REPLICA DI D’ERCOLE – “Le dichiarazioni da me rilasciate – ha replicato D’Ercole – a proposito della opportunità o meno della candidatura del sottosegretario all’economia, Nicola Cosentino erano a titolo strettamente personale e senza alcun riferimento al ruolo da me rivestito nel contesto del Consiglio regionale e priva di qualsiasi spirito di parte”.

“Nell’occasione – ha continuato – ho voluto soltanto fotografare una situazione che, non piace ad alcuno, ma è una realtà evidente a tutti. Per quanto mi riguarda, Cosentino ha tutta la mia vicinanza e solidarietà umana e personale, sono convintissimo della sua estraneità ai fatti contestatigli e sono certo che la verità verrà fuori, di conseguenza, anche per me. Resta il leader ed il punto di riferimento del Pdl campano, per quanto ha fatto e farà. Tutto questo, però, non sposta di una virgola il mio ragionamento in vista della prossima campagna elettorale” (di Antonio Pirolo)

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