Pdl – Matteoli in Irpinia per promuovere la “politica del fare”

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Avellino – Giunge in ritardo Altero Matteoli in Irpinia: un ritardo sintomatico del fatto che, oramai agli sgoccioli, la campagna elettorale si fa sempre più tra la gente. L’ex ministro del Governo Berlusconi è stato accompagnato da Pina Castiello per ritrovarsi ad Avellino con Giulia Cosenza e Franco D’Ercole. Ad aprire i lavori ci ha pensato il segretario provinciale che ha messo in evidenza quelli che ha definito “i disastri del governo regionale”. Indice puntato soprattutto sulla questione ambiente, che sta tanto a cuore all’ex Ministro. “Bisogna scardinare il potere del centrosinistra che dalle nostre parti ha leso numerose opportunità di sviluppo. La politica è passione, bisogna ridare speranza ai campani, che fino ad oggi dal governo di centrosinistra sono stati trattati come sudditi. Bisogna combattere tutti insieme la politica dei veti, che ha riportato indietro il nostro Paese”. Dello stesso avviso anche l’ingegnere Ragucci, mentre l’ex ministro Altero Matteoli ha annunciato: “Occorre rilanciare l’imprenditoria, facendo in modo che la politica sia da supporto. È necessario creare i presupposti affinché gli imprenditori siano messi nelle condizioni di crescere. E un aiuto valido può venire anche dalle infrastrutture. Con il nostro Governo tante opere sono state cantierate, mentre non appena è arrivato il ‘signor no’, Pecoraro Scanio, tutto si è bloccato. Le infrastrutture sono necessarie anche per il turismo, ricchezza inestimabile per il territorio. In questo modo si creano le condizioni per una proposta forte e capace di rispondere alle esigenze dei turisti”. Poi Matteoli non manca di fare un riferimento a Veltroni, ed in particolare ad un punto cardine del programma presentato agli elettori: “Sul potere d’acquisto dei salari è capace di promettere anche la luna, ma senza spiegare dove va a prendere le risorse”. Una ironia sferzante che la dice lunga sull’ormai chiara dicotomia esistente tra quelle che nell’arena politica attuale appaiono le due maggiori forze del sistema: Pd e Pdl. La chiusura è dedicata ad una attenta analisi della logistica di cui deve avvalersi l’opera di risanamento. “Non basta abbattere le indennità parlamentari, occorre far spendere meno alla politica, parlo delle circoscrizioni, delle Province molte delle quali vanno dimesse. Infine sarebbe opportuno eliminare le consulenze esterne di cui puntualmente ogni comune si avvale. Bisogna valorizzare le figure interne, questo potrebbe essere anche un modo per motivarli a fare di più. Noi del Popolo della Libertà siamo per la politica del fare”.

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