Avellino – Il Circolo di Avellino della Giovane Italia (organizzazione giovanile ufficiale ed unica del PDL) ha inteso esporre due enormi striscioni (10 metri l’uno) per protestare, provocatoriamente, contro il costituendo Governo Tecnico. Pur comprendendo le ragioni politiche che hanno spinto il Partito a sostenere l’ipotesi di questo nuovo Governo, assunto come dalle parole di Angelino Alfano tale sostegno non sia “incondizionato”, contestualmente a tantissimi altri ciroli territoriali in tutta Italia, si è voluto porre l’accento su molte perplessità in merito a questa fase di sospensione della democrazia in nome di un tecnicismo che deve ancora dimostrare di essere, più della Politica, all’altezza del compito cui è chiamato. “La Sovranità è del Popolo Italiano, non delle Banche!” questo il testo dei due striscioni esposti sui ponti della Variante 7-bis. Pur convenendo sull’alto e prestigioso profilo della personalità del prof. Mario Monti, il timore è che nella sua squadra di Governo priva di rappresentatività ma affidata ai grandi tecnici, si insidiano espressioni di una Grande Finanza che questa crisi l’ha voluta a fini speculativi contro gli interessi nazionali, come anche di eurocrati molto più vicini, per interesse, all’asse franco-tedesco che al nostro Paese. Sintetizzando un recente articolo di Marcello Veneziani, Con la nascita di un Governo tecnico in un grande Paese, come l’Italia, possiamo sostenere che definitivamente si frantuma quella illusione occidentale basata sull’assioma che laddove c’è democrazia liberale c’è anche libero mercato e così viceversa, laddove c’è libero mercato non può che esserci democrazia liberale: assistiamo a Paesi non democratici come la Cina o certi regimi Sauditi o sudamericani che, avendo accesso al libero mercato, sentono molto meno il peso della crisi, mentre nei democraticissimi Paesi occidentali crescono gli oligopoli e il dominio del mercato finanziario sul mercato dei beni reali; sotto il tambureggiare delle crisi economiche e delle emergenze finanziarie, si tende a ridurre le sovranità popolari e nazionali, a commissariare i Paesi che non si adeguano alle direttive, lasciando in definitiva ai tecnici, alle banche centrali e d’affari, il ruolo di guida. La crescita dell’astensione e della disaffezione alla politica da parte dei cittadini aggrava ancor più il sistema. La democrazia rischia così di essere commissariata tramite golpe bianchi e dorati, magari provvisori, ma le emergenze sono così molteplici e consecutive da rischiare di cronicizzarsi e di esigere governi che usino la democrazia come un rivestimento. Con l’apposizione di questi striscioni la Giovane Italia di Avellino vuole interloquire con la generazione dei più giovani, per ricostruire un nuovo senso di apparteneza alla Comunità Nazionale in una chiave europea finalmente identitaria e non burocratica, sostenendo ancora una volta che, al cospetto delle crisi di Governo, la risposta migliore è sempre la Politica, non un vago tecnicismo comunque coinvolto e responsabile dei problemi. Ritorno alle urne, quindi, per l’elezione di una nuova classe dirigente, legittimata e rappresentativa, che, con il conforto del consenso, sappia scegliere le priorità e assumersi le responsabilità.