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PdL, attacchi a De Luca e Di Pietro. Caldoro: “Irpinia protagonista”

Avellino – La visione Napolicentrica che ha governato la Regione Campania negli ultimi 15 anni ha fallito: i protagonisti dello sviluppo futuro saranno i territori locali che saranno chiamati, in piena discontinuità col passato, a dare gli indirizzi alla città capoluogo. E’ così che il coordinatore regionale del PdL Nicola Cosentino e il candidato Governatore Stefano Caldoro hanno salutato l’apertura della campagna elettorale di Antonia Ruggiero, candidata irpina al parlamento regionale nella lista del partito di Berlusconi, al Country Sport di Picarelli. Una kermesse politica ricca di spunti di riflessione, in virtù anche della bontà degli relatori intervenuti all’appuntamento. Con la Ruggiero presente anche Alessandra Mussolini, in veste di ‘anchorwoman’ e autentica protagonista di una piovosa serata che ha visto, tra l’altro, la partecipazione di numerosi esponenti politici del PdL irpino e non solo.

E’ toccato proprio all’ex esponente della Giunta di Cosimo Sibilia (quest’ultimo assente perché impegnato a Roma, ndr), fare gli onori di casa: “La Campania, terra ricca di potenzialità, di belle energie e viva di grandi intelligenze, è stata mortificata, messa in ginocchio, devastata da una gestione miope, scellerata, incapace di far emergere talenti e prospettive. Non ce la farà lo sceriffo De Luca ad affermarsi come il simbolo del rinnovamento. Oggi abbiamo finalmente la possibilità di spezzare questa catena perché il nostro futuro è nelle mani di ciascuno di noi. In questa campagna elettorale io porto il mio impegno, porto tutto quello che ho dimostrato di saper fare nella mia esperienza da assessore provinciale, qui ad Avellino e in Irpinia, nella terra dove vivo da sempre e dove voglio che possa vivere anche mio figlio”.

COSENTINO – Come nella più classica delle competizioni olimpioniche di scherma, la ‘Nazionale’ del PdL campano ha potuto contare sulla spada di Cosentino, sulla sciabola della Mussolini e sul fioretto di Caldoro. E gli attacchi sferrati contro Enzo De Luca e il centrosinistra sono stati tanto pungenti quanto micidiali: “La Campania ha già deciso di voltar pagina – ha riferito il Sottosegretario all’Economia – In 15 anni abbiamo assistito a tutto. Eppure Bassolino, l’uomo che avrebbe dovuto interpretare il rinascimento campano, l’uomo che era considerato il principale protagonista della vita politica ed istituzionale della Regione, ha fallito miseramente. Qual è stato l’errore? L’aver dato il comando ad un uomo solo, così come oggi lo si sta facendo con De Luca. Ma è bene ricordare che il corredo, la coalizione, è la stessa squadra che ha scritto una delle pagine più vergognose della storia campana. Solo grazie all’intervento del Governo Berlusconi è stata risolta la questione rifiuti, adottando una serie di normative speciali che hanno messo Bertolaso nelle condizioni di poter agire ed estirpare il cancro dalla radice. Ma a sinistra non ci sarà più un leader carismatico come Bassolino e pertanto falliranno. Stefano Caldoro è invece il capitano di una squadra che al tempo stesso è sintesi di espressione politica e società civile, di una squadra che viaggia in piena sintonia col merito e col Governo centrale. Un anno fa a Napoli, Salerno e Avellino, ovvero in circa l’80% del territorio campano, abbiamo vinto soltanto il primo tempo di una sfida che si concluderà vittoriosamente il prossimo 28 e 29 marzo”.

MUSSOLINI – Riprendendo idealmente le istantanee, che fecero il giro del mondo qualche tempo fa, della vicenda dei colossi della finanza americana in bancarotta, la Mussolini, senza tanti complimenti, ha aggiunto: “Il 30 marzo voglio vedere Bassolino uscire mestamente da Palazzo Santa Lucia con la scatola di cartone in mano e a seguire anche la Jervo (Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli). Di chi la colpa se non della sinistra, dell’enorme divario esistente tra la Sanità in Campania e in Lombardia? Bisogna, dunque, interrompere questa catena di loschi figuri”, ha continuato la ‘Nipote’ che rivolgendosi verso Caldoro lo ha esortato: “C’è tanto da fare: donne, bambini e lavoro saranno le priorità del nostro programma, più servizi e più tutela per il nucleo familiare e poi lavoro, declinato in tutti i modi possibili, perché solo con il lavoro ci sarà speranza e sviluppo. Insomma, Stè, tu t’arà a’fa!”.

CALDORO – Infine, Stefano Caldoro, alla sua ‘prima’ irpina da candidato, ha passato in rassegna i suoi principali antagonisti: “C’è voglia e aria di cambiamento, di segnare il punto rispetto al passato. Del programma di De Luca non c’è ancora traccia, si limita ad insultare l’avversario di turno; Ferrero mi fa simpatia perché non rinnega il suo passato politico”.
Non solo De Luca nel mirino del segretario del Nuovo Psi: “Il centrosinistra é senza ideali, né carne né pesce. Si sono affidati al nuovo giullare della politica italiana, Di Pietro, che li ha intimoriti a tal punto da rinunciare alle primarie. Sono andati direttamente a casa di Di Pietro e gli hanno concesso di scegliere il candidato presidente a Roma, nel corso del Congresso dell’IdV, quando con una mano poggiata sulla spalla di Enzo De Luca, l’ex pm lo ha assolto politicamente da tutte i capi d’accusa. Ecco, tutto questo è la linea giustizialista, parolaica del candidato del centrosinistra. Il povero De Luca, ahimè stento a riconoscerlo, non è la stessa persona di sempre. Non è un cattivo, ma sono cattivi i suoi alleati e De Luca pagherà l’essere ammanettato a Di Pietro”. Quindi un passaggio finale sui programmi: “L’Irpinia e le aree interne saranno protagoniste della nuova Campania. Ognuno di noi cittadini campani sta pagando la cattiva gestione del centrosinistra: siamo costretti ogni giorno a pagare più tasse perché questo è il lascito di 15 anni di malgoverno. Mi fanno paura quando a sinistra parlano di sciabolatori: sono pronti a tagliare teste ovunque. Io invece mi impegnerò solennemente a compiere azioni mirate a partire dalla Sanità. I manager che hanno fallito perderanno il posto e così nei rifiuti e in ogni settore: chi ha sbagliato si farà da parte”. (di Antonio Pirolo)

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