Pdl alla ‘resa dei conti’: i dati campani sollevano dubbi

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La Campania era la regione in cui il Pdl si aspettava di sfondare con oltre il 50 per cento di consensi. Invece…
Il Popolo della Libertà, dopo l’entusiasmo della vittoria, si ritrova ora in una fase analitica contraddistinta da dubbi finora celati, probabilmente, dall’ebbrezza della vittoria. Ad alimentare la discussione sono soprattutto i dati campani.
“L’astensionismo in Campania non è stato un fenomeno particolarmente significativo. Mentre il raffronto dei dati elettorali più recenti fa registrare un sensibile ripiegamento del consenso ed è qui la nota dolente: che il 49,1 per cento raggiun­to una volta sarà difficilmente ripetibile”.
Ignazio Abrignani, responsabile del settore elettorale nazionale del Pdl, spiega dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno il tono e il significato che hanno contribuito a costruire un giudizio che appare davvero poco lusinghiero sul successo di consensi conseguito dal centrodestra alle ultime consultazioni.
Il dossier elettorale è giunto sul tavolo della direzione nazionale l’altro giorno. “La Campania era indicata come la regione nella quale ci si aspettava di sfondare con il 50 per cento di voti. Il 43,5% finale, pur essendo un risultato ottimo, segna un grave arretramento rispetto al 2008, non giustificabile, se non in parte, dall’astensionismo. Il rischio di un ripiegamento esiste ed è certificato: occorre che la classe dirigente locale si impegni a smentire tutte le voci che indicano nell’azione del governo nazionale una tendenza a favore del Nord e contro il Sud. Poi, la grande sfida campana si gioca sulla sicurezza e i nostri dirigenti dovranno dimostrare di saperci fare”. Il dossier, secondo l’analisi del Corriere del Mezzogiorno, potrebbe prestare il fianco alle polemiche che stanno minacciando gli equilibri all’interno del Pdl a causa della scelta del candidato alla presidenza della Regione Campania. “L’altro giorno a proposito di candidature il presidente Berlusconi ha ribadito che è necessario far strada ai giovani, valorizzare l’università della politica, preparare le nuove generazioni. È evidente che in Campania non si dovrà giungere al muro contro muro: sono certo che Cosentino, Carfagna, Bocchino e gli altri leader riusciranno a elaborare proposte convincenti che saranno valutate attentamente dal presidente Berlusconi. Dopodiché, occorrerà attenersi a quanto deciderà il presidente”.

Le affermazioni di Abrignani indispettiscono il suo vice, Enzo Nespoli, sindaco di Afragola che risponde sulla stessa testata nazionale. “Abrignani non è campano e dovrebbe essere estraneo a percorsi valutativi di merito sulle vicende politiche regionali, anche perché la relazione dell’ufficio elettorale si basa su raffronti di numeri, i quali, addirittura, sull’analisi complessiva fanno registrare un avanzamento del Pdl rispetto a quando esistevano i singoli partiti del centrodestra. Certo, c’è il risultato delle europee: ma non dimentichiamo che per la prima volta Berlusconi ha deciso di non fare campagna elettorale e questo si è sentito. Infine Berlusconi è il premier, ma noi abbiamo espresso una nostra autonomia di decisione, rispetto alla quale crediamo in una forte corresponsabilizzazione delle scelte sui candidati, evitando, così, scavalcamenti e delegittimazioni”.

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