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E il dibattito di questa sera è stato per tutti un’occasione. Per alcuni di manifestare le proprie perplessità, per altri di fornire risposte o replicare ad accuse pungenti, per altri ancora di rendere ‘ufficiale’ la propria posizione, assunta magari dopo essere stato bersaglio di insinuazioni o richiesta di chiarimenti.
Per Roberto Castelluccio, tacciato più volte di essere elemento polemico, l’occasione è stata ghiotta per essere ancora una volta voce fuori dal coro ma non per questo poco costruttiva. Se il tema centrale del dibattito erano le regionali, infatti, il consigliere di Palazzo Santa Lucia ha rimarcato l’imprescindibilità dell’appuntamento elettorale dalla seria organizzazione del partito sul territorio. “Non possiamo nascondere – ha chiarito – la necessità di invertire la rotta. Ho più volte sollecitato un confronto leale all’interno del partito che finora non c’è stato. Ma il tutto è finalizzato non alla polemica ma alla volontà di creare le condizioni per trainare l’Irpinia, oggi, e domani anche la Regione Campania”. Castelluccio è stato concorde nel vedere nell’incontro di oggi un passo verso il declamato dialogo invitando il popolo del Pdl a non interromperlo e costruire per la Regione una classe dirigente all’altezza del ruolo che svolge e che “abbia il coraggio di dire la verità anche quando è scomoda”.
Caso fortuito o pura strategia, la scaletta di interventi ha premiato l’assessore provinciale Cusano, più volte bersaglio di accuse, che mai come in questo caso ha avuto la possibilità di rispondere a tono: “Il Pdl c’è, a differenza di quanto detto finora”. L’assessore ha definito non facile la gestione del partito negli ultimi quattro mesi. A maggior ragione considerando la forza delle due anime da cui è nato. “Insieme rappresentiamo il 50% della regione. È normale che il dibattito sia forte e le idee non sempre convergenti ma se vogliamo essere un partito di governo dobbiamo darci una regolata. Io e Giulia Cosenza abbiamo il dovere di organizzare il coordinamento per guidare il partito e portarlo al congresso ma il coordinamento serve al territorio e alla gente, non certo a sopire le ambizioni di aspiranti poltronisti”. Per finire un attacco a chi “ha fatto politica per 40 anni e pretende di farla ancora. I risultati ad Ariano sono sotto gli occhi di tutti. Allora cosa hanno fatto finora?”.
Conciliante ed accorato l’intervento di Franco D’Ercole che ha conquistato la platea con un esordio d’impatto: “A chi dice che il partito non c’è io rispondo che c’è ed è qui questa sera”. Fisiologico, per il consigliere regionale, che in un partito ci siano momenti di scontro così come altre fasi organizzative e burocratiche. “Ma l’importante – ha dichiarato – è che il partito sappia cogliere la vivacità e le risposte che la gente desidera”. Inoltre D’Ercole ha sottolineato come non ci sia bisogno di “una sede formale” per dialogare. “Io, Cosimo, Gino, Mimmo lo facciamo ogni qual volta se ne presenti l’occasione”.
Colpo ad effetto per Mimmo Gambacorta, da oggi ufficialmente iscritto al Pdl: “Sapete cosa ho fatto questa mattina?… Sono passato al bancomat, ho fatto il versamento e… mi sono iscritto al partito. Non so se era ora ma nei fatti sono nel Pdl dal 2006, ho partecipato all’assemblea fondativa e sono stato inserito tatticamente, come tutti gli altri, nella lista del presidente”. Per l’assessore all’ambiente un’occasione di ufficializzazione e un’opportunità di risposta alle illazioni di cui è stato oggetto dopo l’approdo del senatore Ortensio Zecchino, suo ex mentore, all’Adc di Pionati. “Io sono abituato alla moralità della politica. Quando si dice una cosa agli elettori non bisogna mai tradire”. Dopo aver chiarito di non aver operato questa scelta per ragioni di convenienza ha rincarato la dose e, a buon intenditor poche parole: “E’ altamente improbabile che Pionati riesca ad avere un consigliere regionale in Irpinia. Alla Provincia tutti possono essere eletti, alle regionali vale il voto utile. Per quanto mi riguarda so che in un partito si arriva in punta di piedi, si milita e si entra a prescindere dal fatto che gli si stenda un tappeto: questa è la mia idea di partito”.
Per quanto riguarda poi la politica dell’Ente Provincia, in cui gestisce il tema caldo dei rifiuti, Gambacorta ha tranquillizzato rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale sul gestore unico del ciclo integrato: “La sentenza non ci preoccupa. Riguarda chi vuol procedere alla gara, noi abbiamo scelto l’affidamento in house. E non avremmo potuto sbagliare perché ne va della credibilità di questa amministrazione”. Infine una stoccata al Pd, destinato, secondo Gambacorta, a perdere Palazzo Santa Lucia perché “non ha più capacità di governo né sintonia con l’opinione pubblica”.
A chiudere i lavori il Presidente di Palazzo Caracciolo, Cosimo Sibilia che ha voluto smorzare gli accenni di dissenso e gli spunti di polemica rispondendo a Castelluccio: “Perché ognuno di noi non pensa, in via personale, ad organizzare il partito? Tutti, con i nostri metodi, possiamo farlo e lo stiamo facendo”.
Sibilia non ha mancato di manifestare il suo orgoglio – cosa che lo fa sentire addirittura ‘arianese’ – per i risultati ottenuti sul Tricolle dove in alcune sezioni ha raggiunto il 90% superando Enea Franza. “Per quanto mi riguarda sarò sempre vicino a questo centro, e lo dico all’amministrazione. Lo dimostra l’approvazione del Puc”.
E ce n’è per tutti. Le risposte non sono mancate neanche a chi dubita dell’alleanza alle regionali con l’Udc: “Pensate che l’Udc possa fare marcia indietro rispetto a qualche mese fa rinunciando a tutti i privilegi conquistati insieme?… Per me l’alleanza con l’Udc è cosa già fatta. Poi mai dire mai”.
Chiusura con avvertimento: “Siamo del Pdl. Rispettiamo tutti ma vorrei che i nostri amici raccogliessero consensi dal centrosinistra e non solo da noi. Abbiamo necessità di recuperare voti dall’altra parte, non di far girare i nostri”. (di Manuela Di Pietro)
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