
Avellino – “La grande mobilitazione di oggi contro l’apertura della discarica di Andretta in località Pero Spaccone, è la dimostrazione plastica di come un intero territorio, certamente una intera provincia, aggiungerei, tutte le aree interne del nostro Mezzogiorno – le cosiddette ‘terre dell’osso’ – si trovino d’innanzi all’ennesima battaglia di rivendicazione, di tutela e di garanzia dei propri diritti di cittadini dell’entroterra”: è il parere espresso dal segretario provinciale del Pd Franco Vittoria che ha evidenziato come in queste circostanze “…le nostre 100 e più ‘irpinie’ diventino all’improvviso un tutt’uno che non si mobilita semplicemente contro l’apertura della discarica delle discariche, bensì a tutela dei diritti elementari delle popolazioni locali. Infatti, l’Alta Irpinia, ma in generale tutte le arre interne, i piccoli comuni, l’intera provincia, avvertono la necessità di recuperare, il più delle volte preservare purtroppo, diritti primari, quali il diritto all’istruzione, alla salute, all’ambiente. Tutto ciò passa innanzitutto attraverso il mantenimento di quei presidi di base di sanità pubblica (vedi ospedale di S. Angelo dei Lombardi e Bisaccia) che rischiano di essere cancellati in nome di principi esclusivamente ragionieristici che li classificano come non ‘produttivi’; oppure la chiusura di scuole primarie in nome di una politica di razionalizzazione che solo nell’ultima finanziaria ha tagliato circa 60mila docenti. Ed infine, come soluzione viene imposta la discarica delle discariche, ovvero, una piattaforma polifunzionale – così l’ha definita il sottosegretario Bertolaso – dal costo di 16 mln di euro.
Dunque la battaglia alla quale dobbiamo dar vita, deve farsi carico non solo di evitare che venga inflitto un colpo mortale alla nostra provincia ma deve soprattutto essere in grado di proporre modelli e prospettive di rilancio dei nostri territori, con visioni radicalmente nuove in grado di ripensare e di rivalorizzare la marginalità territoriale che è connaturale alle ‘terre dell’osso’. La necessità di ripartire dall’opposizione verso una scelta a dir poco scellerata – che non tiene conto della storia dei nostri territori, che fa scegliere un sito per mere logiche di opportunismo strumentalmente e numericamente elettorale – nasce dall’esigenza di proporre vere e proprie rivoluzioni e processi culturali che sono, paradossalmente, l’unico strumento reale attraverso cui immaginare scenari in grado di invertire l’ormai inevitabile depauperamento di questa provincia. In definitiva, è su questa sfida che il Partito Democratico misurerà le capacità di proposta e rilancio dei territori, invitando tutte le altre forze politiche a non sottrarsi alla sfida”. (di Mauro Mastroberardino)