Pd – Veltroni: In caso dimissioni rispettare l’alternanza uomo-donna
Redazione online
– Roma, 29 ott – Il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, ha scritto una lettera all’Utan e al Comitato dei Garanti per chiedere ufficialmente che, “in caso di dimissioni da parte di eletti all’Assemblea Costituente, per la sostituzione sia ribadito e applicato il criterio dell’alternanza uomo-donna”. “Sono venuto a conoscenza del fatto che, nei giorni scorsi,( il caso Campania, ndr) alcuni membri eletti all’Assemblea Costituente Nazionale hanno rassegnato le dimissioni dalla stessa. Si tratta di poche decine di casi su circa 2800 membri e diversi di questi – scrive Veltroni – sono relativi a persone che hanno ritenuto di esercitare il diritto di opzione scegliendo di far parte delle assemblee regionali (in caso di doppia candidatura ed elezione all’Assemblea Nazionale e a quella Regionale il regolamento prevedeva, come è noto, l’obbligo di optare per uno dei due organismi). Come sapete bene, all’articolo 7 del regolamento-quadro per l’elezione dell’Assemblea Costituente – ricorda il segretario del Pd – come condizione necessaria per l’ammissibilità di una lista era stata giustamente prevista l’alternanza uomo-donna tra i candidati e al fine di ritrovare una piena espressione di questo principio tra gli eletti, si è anche aggiunto un ulteriore criterio di alternanza di genere, cioè quello tra i capolista delle liste tra loro collegate in ambito circoscrizionale. Queste decisioni hanno portato ad un risultato straordinario, unico nella storia della politica: la presenza di un numero esattamente pari di donne e uomini nelle assemblee costituenti. A Milano lo abbiamo visto e dei duemilaottocento delegati la metà erano donne. E la stessa cosa è avvenuta per le commissioni elette, composte per la metà da donne e per la metà da uomini. Ciò, inoltre, avverrà per tutti gli organismi dirigenti che saranno formati e mi auguro che questa norma sia prevista anche nello Statuto che la Assemblea Costituente approverà nella sua prossima seduta. Ora – sottolinea Veltroni nella lettera – al fine di evitare che ciò che è stato tolto dalla porta principale rientri dalla finestra, è necessario far valere questo principio anche per le sostituzioni in caso di dimissioni o di opzione per una delle due assemblee nazionale o regionale in cui si è stati eletti. Pertanto – conclude – per i casi su esposti la norma va intesa facendo le sostituzioni con il primo dei non eletti dello stesso genere del rinunciante”.