Pd – Tesseramento Grillo: le riflessioni di Aldo D’Andrea

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Avellino – Il ‘tesseramento’ di Peppe Grillo presso il circolo del Pd di Paternopoli, valido o meno che sia, è stato oggetto di riflessione per molti esponenti del Partito Democratico. Dopo la posizione assunte da Vanda Grassi, oggi giungono le riflessioni di Aldo D’Andrea, Responsabile del Dipartimento Sanità del PD di Avellino.

“Se Benigni, grande attore, come lo è altrettanto per cultura, notoriamente uomo di sinistra, dovesse richiedere la tessera di An per poter concorrere poi alla segreteria nazionale, gli sarebbe concessa da questo partito, senza evocare o procurare stupore, insoddisfazione, confusione alcuna, negli iscritti di quel partito e nella sua classe dirigente?
Queste sono le stesse emozioni che Grillo ha suscitato nella stragrande maggioranza degli aderenti del Pd, per il semplice fatto che questo simpaticissimo ed intelligente uomo non ha mai benedetto la nascita del Pd, anzi, al contrario, ne ha combattuto le ragioni e la sostanza avversandolo finanche nell’ultima recente tornata elettorale.
Però, io, che sono pochissima cosa nel partito, malgrado tutto gli darei un caloroso benvenuto se Grillo volesse per davvero nel suo futuro convincersi che il PD può essere l’approdo del suo percorso politico; non tralascerei di aggiungere a quanto detto che è sconveniente entrare in casa altrui e dire: scansatevi che ora “ghe pens mi” e approfittando dello strumento delle primarie tento la scalata a dirigente massimo del partito.
In forza di che? L’uomo sa di possedere verità e conoscenze superiori e di cui possano poi beneficiarne la comunità intera ed il partito stesso? Se ciò è, allora venga lavori, collabori, insegni se ha da insegnare, si confronti, litighi, si scontri ma faccia sentire a tutti che egli è Uomo che lavora per il PD, e a questo partito e ai suoi valori procuri solidarietà; che poi lo voglia cambiare, stravolgere, rifondarlo o fondarlo a modo suo, ma sempre facendo ricorso a regole condivise, sarà suo diritto imprescindibile, perché questa è l’idea e l’essenza della democrazia, valore che è alla base particolarmente del nostro PD. E questa consapevolezza nel partito e nei suoi uomini, è diffusa a tal punto che oltre ai “fossili” come volgarmente, ingiustamente ed arbitrariamente Grillo si permette di definire i dirigenti nazionali del PD, vi sono anche democratici ed iperdemocratici, il quale per suo discernimento è convinto che Grillo possa essere utile alla causa del PD nazionale e provinciale.
Io spero che Andrea (Forgione, ndr) sia stato buon profeta nell’anticipare che le prossime considerazioni politiche che Grillo sentirà di dover o voler fare non siano più rivolte solo contro il PD, partito di opposizione, ma contro un governo che danneggia profondamente il meridione d’Italia, che ha elaborato riforme scombinate e dannose per la comunità, che ha inventato norme e codicilli utili agli interessi personali del premier e dei suoi cari, o che stigmatizzi come l’ipocrisia oggi regni sovrana in chi promulga leggi, da se stessi poi smodatamente smentite in privato.
Io spero che Andrea si aspetti questo da Beppe Grillo, ed in verità anche a me piacerebbe che ciò prima o poi possa avvenire; nel frattempo andiamo al congresso con lo spirito giusto di chi vuol far crescere il nostro partito, e che poi vinca Franceschini o Bersani o Marino diventa secondario, perché comunque a vincere sarebbe sicuramente un uomo del PD”.

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