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Consigliere, quali caratteristiche dovrà avere il futuro segretario del Pd irpino?
“Credo che il nuovo segretario provinciale dovrà essere valido, dotato di una forte personalità, capace di aggregare consensi e carismatico. Deve essere una figura autorevole, libera da vecchi preconcetti e che non si senta un ex Ds o Margherita. Deve saper unire le varie anime del partito. Deve essere tanto forte da riuscire ad isolare, ad accantonare opportunisti ed assetati di potere che purtroppo esistono e proliferano negli ambienti politici e che non permetteranno mai al nostro partito di fare quel balzo in avanti che noi tutti, iscritti, simpatizzanti, elettori e rappresentanti del Pd desideriamo. Il futuro segretario dovrà radicare il Pd sul territorio in maniera capillare; per questo è indispensabile il pieno supporto ai circoli territoriali che con il loro lavoro oscuro consentiranno il raggiungimento di questo obiettivo, che sarà l’arma vincente dei futuri successi di questo partito. Oltre a questo, il nuovo segretario dovrà incominciare ad affrontare i veri problemi che attanagliano la nostra provincia come la disoccupazione, l’emigrazione dei nostri figli, le vecchie e nuove povertà, la carenza di infrastrutture che ci tiene lontani dal resto dell’Italia”.
Dovesse sbilanciarsi, quale nome farebbe?
“L’area Franceschini, per il risultato ottenuto e cioè la maggioranza assoluta, ha la necessità, la responsabilità, ha il diritto-dovere di indicare programmi, progetti, proposte intorno a cui aggregare le altre sensibilità del Pd. L’area Franceschini deve indicare il nome del futuro segretario. Da questo bisogna partire per tentare una mediazione giusta e nobile con le altre mozioni, senza diktat, senza ostracismi da parte di nessuno”.
Cosa auspica per il futuro del partito?
“Mi auguro che il Partito Democratico tutto o almeno una ampia maggioranza, possa eleggere un segretario che rappresenti tutto il partito provinciale. Mi auguro che da domenica prossima tutti noi dirigenti del Pd, insieme al nuovo segretario, indirizzeremo le nostre energie per far volare alto il nostro partito e tentare di risolvere, nei limiti del possibile, i tanti problemi che attanagliano la nostra provincia. L’Irpinia tutta ha assolutamente bisogno di una classe dirigente del Pd compatta, coesa e propositiva che tenti di avvicinare noi irpini all’altra Italia, all’Italia che conta”.
Facciamo un passo indietro. La sua opinione sul risultato delle elezioni dei delegati?
“Sono molto soddisfatto del risultato perché vincitrice della tornata elettorale è stata la lista unitaria Progetto Democratico – Uniti per l’alternativa che nasce da una nostra iniziativa nell’ambito dell’assemblea congressuale, che ha raccolto intorno a sé tante idee e varie anime del Pd unendole in un progetto comune. In particolar modo nella città di Avellino mi piace mettere in evidenza il risultato del circolo del quartiere San Tommaso ‘Libertà è Partecipazione’ di cui mi onoro di essere il coordinatore. Grande è stata la partecipazione al voto nel ‘mio’circolo, grande è stata l’affluenza alle urne degli iscritti. Questo a dimostrazione, ancora una volta, che San Tommaso e le altre periferie della città rivestono un ruolo politico decisivo all’interno del Partito Democratico e non solo”.