Pd – Russo: “Pennetta è un riferimento naturale per le regionali”

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Avellino – Le nomine dei candidati designati dal Pd irpino per le prossime regionali tengono banco nel dibattito politico. Analizziamo la tematica con Franco Russo, consigliere provinciale del Pd e portavoce del circolo di San Tommaso.

Consigliere Russo, lei difende le candidature scelte per il consiglio regionale?
“Innanzitutto ringrazio per il suo contributo di impegno e di moralità Gino Anzalone. Le candidature scelte? Certo che le difendo; le considero una sintesi giusta del territorio provinciale e delle varie sensibilità. Adesso è il momento di fare campagna elettorale; è il momento di compattarsi intorno ai candidati al consiglio regionale e intorno al candidato governatore De Luca che per me è sceriffo perché difende la legalità e condottiero perché ci condurrà alla vittoria in questa competizione”.

Inutile negare che le candidature e i criteri utilizzati per arrivare alla rosa dei 5 nominativi hanno fatto storcere più di un naso…
“A parte il sen. De Luca che è il nostro massimo rappresentante istituzionale e politico in provincia, io considero il sindaco Galasso l’elemento più rappresentativo della città capoluogo. Egli è l’esponente politico più radicato sul territorio, ma ha scelto di fare il sindaco e la città gli ha mostrato fiducia, decretandogli il consenso sul quale nessuno discute. Non si sarebbe, certo però, potuto candidare Galasso al consiglio regionale dopo meno di un anno di guida della città capoluogo. Ma è necessario anche constatare come Donato Pennetta sia stato uno dei più stretti collaboratori, nella prima esperienza a Palazzo di Città, quando Galasso lo ha chiamato a far parte della squadra di governo cittadino, conducendo in porto risultati definitivi, la costituzione dell’ACS con la stabilizzazione degli LSU, la revisione della pianta organica e la stabilizzazione dei precari storici del comune di Avellino. A conferma di quanto sia stato prezioso per Galasso e per la città il contributo di Pennetta, lo stesso Galasso lo ha voluto quale coordinatore del piano strategico, per cui mi sembra evidente che Donato Pennetta, non solo sia il punto di riferimento della città, con un importante radicamento sul territorio dell’area vasta, ma ne conosce la storia, il presente e ne ha seguito, con il piano strategico, la definizione del futuro, del nuovo assetto urbano. Quello di assessore prima e di coordinatore del piano strategico poi, sono incarichi svincolati da ‘obblighi’ elettorali, in quanto Pennetta non ha partecipato alle consultazioni, e sintomatici della fiducia che Galasso ha riposto nelle capacità amministrative del candidato al consiglio regionale per il PD, accreditandolo di fatto, nel corso degli anni e grazie agli ottimi risultati raggiunti, quale riferimento naturale del PD per le prossime elezioni regionali”.

Cosa pensa della celebrazione dei congressi nelle varie comunità provinciali?
“Sono per la celebrazione dei congressi che considero sempre un momento di grande partecipazione democratica ed un punto di partenza per nuovi ed importanti obiettivi. In commissione provinciale di garanzia io ho proposto la celebrazione dei congressi nelle varie comunità provinciali utilizzando il regolamento esistente a livello regionale. Questa mia proposta è stata approvata a maggioranza grazie al voto favorevole dell’area Franceschni e dell’area Marino. Allo stato siamo in attesa del risultato del ricorso contro questa decisione presentato, in sede regionale, dall’area Bersani. Però, osservando gli ultimi accadimenti, mi sorge qualche perplessità sullo svolgimento delle assemblee comunali. Se, all’interno del Partito Democratico, non c’è coesione, non c’è compattezza rispetto a questa difficile competizione elettorale regionale, rispetto ai candidati che il partito ha deciso, forse – dico forse – con questi presupposti la celebrazione delle assise comunali servirà a dividere ulteriormente il partito democratico”.

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