Pd: pugno duro sugli enti montani e idee chiare sulle alleanze

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Avellino – Occorre liberare le Comunità Montane dalla partitocrazia. L’imperativo parte dal Pd in occasione della conferenza stampa convocata dal coordinatore provinciale e Presidente dell’Ente montano Vallo Lauro-Baianese, Franco Vittoria, e dal consigliere regionale Luigi Anzalone. Il disegno di legge sul rinnovo dell’ordinamento delle Comunità Montane – approvato dalla Giunta di Palazzo Santa Lucia, su proposta del vicepresidente Antonio Valiante– non convince i democratici che annunciano di intraprendere una vera e propria battaglia politica in Consiglio.
“Il lavoro di Valiante non ci soddisfa – sentenzia Vittoria -. È necessario promuovere un riordino non solo ragionieristico ma anche istituzionale”. In poche parole, definire in maniera trasparente e profonda “chi fa cosa”. Troppi gli enti che insistono sul territorio. Poche e mal definite, invece, le competenze che rischiano di accavallarsi. “Bisogna superare la sovrapposizione tra enti di governo e di gestione dei servizi negli stessi ambiti territoriali. È essenziale fornire gli strumenti per la tutela della montagna. Definire ruoli e interventi (dalla manutenzione ordinaria, alla prevenzione del rischio idrogeologico)”. Ma soprattutto c’è bisogno di ‘contiguità territoriale’. “Riunire sotto un unico organismo tre province culturalmente e morfologicamente differenti (destino che toccherà alla Comunità Vallo Lauro-Baianese) – esordisce Anzalone – è emblema del ristretto livello intellettivo di chi ha disegnato la nuova geografia”. Insomma, tagli sì ma con logica. Con il disegno di legge presentato da Valiante le Comunità montane passano dalle 27 attuali a 21; i comuni da 365 a 271, di cui 174 totalmente montani, 89 parzialmente montani e solo 8 non montani rispetto ai 70 attuali; i rappresentanti degli organismi da 1458 a 352, di cui 21 presidenti rispetto ai 27 attuali, 271 componenti dei consigli generali contro i 1208 e 60 assessori contro i 223.
“La Campania non è il tavoliere delle Puglie – continua il consigliere regionale -. C’è bisogno di un ordinamento serio che regoli le funzioni degli Enti montani. Non una legge improvvisata, ma ragionata. Ci vuole tempo. Ragione per cui, insieme al capogruppo dell’Udeur, abbiamo consigliato di rinviare la discussione a settembre”. Gli emendamenti al ddl presentati da Anzalone fanno leva su tre imprescindibili condizioni: l’elezione diretta del Presidente (che metterebbe questa figura al riparo dalle pressioni del Consiglio); l’abolizione totale delle indennità (nel ddl il compenso per i presidenti e gli assessori, qualora riconosciuto dagli statuti, viene ridotto al 40 per cento di quello previsto dalla legge statale, mentre ai consiglieri non spetta alcun gettone); il ‘premio’ per la qualità (riconoscimento agli Enti che dimostrano efficienza territoriale). Nell’agenda del Pd anche il ‘caso’ Ariano. “Il Tricolle grida vendetta al cielo – continua Anzalone nel nuovo ruolo di portavoce degli Enti Locali -. È il Comune più ‘montanamente’ vissuto. Abolire la Comunità Montana dell’Ufita significherebbe castigare un territorio già mortificato”. Infine l’ultimatum. “L’incontro di oggi e la fiducia accordatami dal partito (compreso il capogruppo Mario Sena, nonostante viva una fase amletica) mi danno forza per affrontare la discussione in Commissione prevista per martedì prossimo. O si accetteranno gli emendamenti o sarà battaglia politica”.
A margine della conferenza stampa, Vittoria e Anzalone non rifuggono dal commentare la batosta patita a Palazzo Caracciolo. “Alberta De Simone sarà riconfermata – precisa il consigliere del Pd – e avrà piena autonomia sulla scelta dei candidati e dei collaboratori. Se è ovvio che le responsabilità dei popolari sono evidenti, è pur vero che il Partito Democratico non ha dimostrato duttilità e intelligenza nel gestire una situazione dove il vero capro espiatorio non era Galasso ma la De Simone”. Aperto all’intesa con la Sinistra Democratica, Franco Vittoria rilancia il progetto di una coalizione orizzontale: “Non scelte verticistiche ma disponibilità a nuove alleanze”. (di Marianna Morante)

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