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“Al piu’ presto – ha continuato – partira’ anche un ragionamento sulla questione della guida della regione Campania”. Nè Orlando, nè Iannuzzi e tanto meno Nicolais hanno parlato esplicitamente di dimissioni anticipate rispetto alla scadenza naturale del mandato da parte del governatore Antonio Bassolino, ma a più battute è stata esplicitata la necessità di imprimere “un forte rinnovamento”.
Discontinuità, dunque, è la parola d’ordine lanciata dal coordinamento politico.
Il segretario provinciale di Napoli e il segretario regionale della Campania, con il pieno sostegno politico del coordinamento nazionale saranno dunque i promotori di questo percorso al quale parteciperanno costantemente i vertici nazionali.
Sulla base di queste premesse, il Pd ha precisato che in Campania “la scelta del presidente avverrà mediante il metodo delle primarie e con il protagonismo della società civile anche nella composizione delle liste. Nell’ambito di questo processo il Pd mette all’ordine del giorno l’esigenza di costruire la massima partecipazione popolare per la scelta del prossimo candidato alla guida della Regione Campania”.
Il proposito emerso dal vetrice del Pd sembra quanto mai ambizioso. La lotta interna al partito campano non sembra placarsi e anche oggi il vicepresidente Antonio Valiante, stretto collaboratore di Antonio Bassolino, è tornato ad attaccare il segretario provinciale Luigi Nicolais.
“Nicolais – ha accusato Valiante – versa in evidente stato confusionale. Non passa giorno infatti in cui non pronunci affermazioni gravi e del tutto contraddittorie contro le istituzioni locali e contro il partito di cui è dirigente. Dopo aver contribuito a sollevare un polverone sulla questione morale oggi fa marcia indietro sostenendo che la Regione Campania ha un problema di scarsa efficienza amministrativa”.