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Pd irpino, lo sfogo di Cerrato: «Il consenso serve in campagna elettorale, poi si viene messi da parte»

AVELLINO – L’esclusione dalla Festa dell’Unità diventa l’occasione per riportare alla luce le tensioni che attraversano il Partito Democratico in Irpinia. Antonello Cerrato, consigliere comunale e delegato alla Sanità del Comune di Montoro, affida al quotidiano Il Mattino una serie di considerazioni critiche sui rapporti interni al partito, mettendo in discussione il modo in cui vengono valorizzati il lavoro politico e il consenso raccolto sui territori.

Il nodo, secondo Cerrato, non riguarda soltanto la mancata partecipazione a un appuntamento pubblico, ma il riconoscimento riservato a chi contribuisce all’attività politica attraverso relazioni con gli amministratori, presenza nelle comunità e impegno elettorale.

Nelle dichiarazioni rilasciate a Il Mattino, il consigliere denuncia una disparità di trattamento tra le fasi della campagna elettorale e quelle successive al voto. Il suo ragionamento è chiaro: quando occorre costruire consenso e mantenere i contatti con gli amministratori, la disponibilità viene ricercata; una volta concluso lo scrutinio, invece, il dialogo rischia di interrompersi.

Cerrato sostiene inoltre di aver tentato più volte di aprire un confronto con il segretario provinciale Marco Santo Alaia, senza ottenere risposte concrete sulla propria partecipazione alla Festa dell’Unità.

Il consigliere rivendica, allo stesso tempo, la propria indipendenza e la volontà di non subordinare il proprio impegno all’accettazione di logiche di fedeltà personale. Una posizione che si inserisce in un quadro di rapporti interni che, stando alle sue parole, richiederebbe un chiarimento politico più ampio.

Tra gli episodi richiamati c’è anche quello delle ultime elezioni regionali. Cerrato racconta di essere rimasto fuori dalla lista del Partito Democratico e di aver successivamente accettato la candidatura nella lista A Testa Alta, dopo una richiesta del segretario regionale Piero De Luca. Una scelta che, sempre secondo la sua versione, avrebbe alimentato ulteriori contrasti, fino alle richieste di espulsione avanzate da alcuni esponenti del Pd irpino.

Nel suo intervento trova spazio anche la vicenda della ricandidatura alla Provincia di Rizieri Buonopane, sostenuto da Cerrato in quanto candidato indicato dal Pd nazionale. Il consigliere lamenta di non aver trovato al proprio fianco alcuni riferimenti provinciali e regionali del partito e riferisce di aver visto esponenti politici del Pd celebrare la sconfitta di Buonopane insieme al segretario provinciale di Forza Italia Angelo Antonio D’Agostino.

Oltre a Cerrato, anche Noi di Centro, nella persona del segretario Pasquale Giuditta, non prenderà parte alla Festa dell’Unità: le ragioni della “mancata adesione, infatti, verranno esplicate questa mattina in una conferenza stampa ad hoc indetta presso la sede del partito. Infine, anche attivisti dell’associazione App, candidata alle amministrative di Avellino insieme al Pd, hanno lamentato l’esclusione dalla kermesse di Villa Amendola.

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