Pd – Gallicchio sulla riorganizzazione ospedaliera in Alta Irpinia

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Sulla questione della riorganizzazione ospedaliera in Alta Irpinia, interviene Pasquale Gallicchio, della segreteria provinciale del Partito Democratico e coordinatore del dipartimento per le Politiche del Territorio. “Ancora una volta l’Alta Irpinia rischia di subire l’ennesima penalizzazione – afferma Gallicchio – che andrà a pesare sulla qualità della vita delle nostre comunità. Dopo la discarica sul Formicoso, arriva la riconversione degli ospedali, e tutto ciò non prospetta niente di buono per il futuro. Ariano Irpino diventa ospedale di riferimento e accorpa a sè i reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria di S. Angelo dei Lombardi. Quest’ultimo ospedale viene trasformato in polo specialistico per la riabilitazione e accorpa a sua volta la chirurgia di Bisaccia che come ospedale diventa specializzato in lungodegenza e geriatria. Magari rivedremo medici di Bisaccia fare spola con la struttura di S. Angelo dei Lombardi e col tempo abbandonare man mano quella bisaccese. Scene già viste. Ancora. S. Angelo dei Lombardi perde il PSA (Pronto Soccorso Attivo) e il Pronto Soccorso ostetrico e ginecologico per ricevere in cambio PSAUT, lo stesso che sarà attivato a Bisaccia. Per bilanciare i conti si chiuderà uno dei due per portarlo a Bisaccia o S. Angelo?”. Proprio in riferimento alla ricostruzione della possibile programmazione l’esponente provinciale del Partito Democratico non fa sconti a nessuno. “E’ giunto il momento di giocare a carte scoperte. Bisaccia si avvia ad un declino definitivo anche perchè se venisse praticata la soluzione di sostituire chirurgia con il day-surgery, soprattutto quando non si ha una copertura sulle 24ore, saremmo di fronte alla chiusura definitiva della struttura. Potrebbe accadere che qualsiasi intervento praticato in day-surgery riceverebbe una assistenza solo di giorno, lasciando scoperta la notte. Non servono panni caldi sulle ferite che sanguinano, come promettere l’apertura di ambulatori, magari soltanto qualche giorno a settimana, sapendo che il privato già la fa da padrone. Questo sistema di gestire la sanità non è più tollerabile. Si mettono sotto pressione i medici di famiglia per diminuire la spesa dei farmaci, si attende qualche mese per una visita specialistica, l’emergenza sul territorio resta un grosso rebus. Soprattutto la situazione dell’emergenza è al collasso, affidata a membri delle diverse associazioni di volontariato che non posseggono neanche strumenti di primo intervento, come può essere un defibrillatore”. Sulle possibili soluzioni Gallicchio non si arrende. “Le battaglie fatte dai sindaci, dai sindacati specie la Cgil pare si infrangano contro un muro di gomma. Non resta che far partire un’azione forte a tutela del nostro futuro che possa invertire il ragionamento che oggi è tutto concentrato sulle poche risorse a disposizione e sui tagli disposti dal Governo Berlusconi e dalla Regione Campania. Sono convinto che le zone dell’Alta Irpinia abbiano bisogno di ricevere un livello base uniforme almeno per le prestazioni medico-internistiche e chirurgiche a cui si aggiunge tutto ciò che è legato al sistema Emergenza-Urgenza. Il livello di eccellenza affidato ad una chirurgia che possa rispondere alle vere esigenze dei dati epidemiologici. Resta, però, da rispondere alle richieste del trasporto delle emergenze. Il tempo impiegato per trasferire una persona da una struttura all’altra è prezioso, ecco perchè è importante dotare le nostre zone di eliporti per il trasferimento di pazienti critici in strutture attrezzate e di eccellenza. Solo così avrà senso, ragionare della sanità tenendo presente la ‘Città Ospedaliera’ di Avellino. Proprio sulla questione seria delle risorse, che condizionano molto, da qualche tempo sto lavorando ad una proposta che permetterà di avere soldi extra a favore dell’emergenza in provincia di Avellino. Però, prima di presentarla chiederò ai sindacati dell’Asl Av1 di tenere più di una riunione operativa soltanto per stilare un elenco dei tagli e delle spese superflue di questa azienda sanitaria, e nello stesso tempo di come vengono gestiti i servizi appaltati a ditte esterne. Basta con questa sanità autoreferenziale che spesso viene usata per aggiustamenti politici e che alla fine si riflettono in maniera negativa sulle persone che hanno bisogno”.

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