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Che risultato elettorale spera di conseguire?
“Certo, come in ogni elezione che si rispetti, saranno i numeri ad avere ragione. Anche se alla fine il risultato che conseguiremo fosse utile ad eleggere un solo rappresentante della nostra lista sarebbe comunque un risultato che ci gratificherebbe non poco. Non si rinnova in un solo giorno un sistema politico che ha gestito il potere per oltre un quarantennio. Le primarie del 14 ottobre sono una occasione che i democratici e i cittadini che vogliono veramente cambiare le sorti di questo territorio e dell’Italia intera non possono farsi scappare. Due partiti sono stati azzerati e nessun leader nazionale o periferico può vantare rendite di posizione: tutti si devono misurare attraverso le primarie per poter far pesare la propria opinione nel nuovo partito. Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere, fin dal primo momento, alla stessa stregua dell’altro. Fin da oggi vale il principio “una testa, un voto”.
Perché parla di partito rivoluzionario?
“Fino a pochi mesi fa, chi avrebbe potuto immaginare una sfida elettorale fra un perfetto sconosciuto della società civile, quale io sono, ed uno statista, nonché padre nobile della politica italiana, qual è il Presidente On. Ciriaco De Mita? Le rivoluzioni si fanno anche con le regole”.
Qual è lo scopo del vostro impegno?
“Liberare le energie per rinnovare la politica e rilanciare lo sviluppo nella nostra provincia. E’ questa la ragione, la missione, il senso che ci siamo dati quando abbiamo dato vita all’Associazione per il PD circa due anni fa. Ridare speranza agli irpini, ai ragazzi di questa provincia spaventati da un futuro che fa paura, convinti che il loro destino sia l’insicurezza sociale e personale”.