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Pd e ‘ripartenze’: parola a Rosetta D’Amelio

Avellino – Nella vita politica non sono ammesse pause e nel Pd ancora di più. Da un lato, infatti – a scandire i ritmi serrati – ci sono le scadenze politiche, con il partito di centrosinistra che da poco ha consumato i congressi nazionali e regionali ed ora è già in pieno fermento organizzativo in vista della corsa a Palazzo Santa Lucia. Dall’altro i dissidi tutti interni, che a Roma come ad Avellino, non mancano di palesarsi una settimana sì e l’altra pure, riconsegnando un Pd alla perenne ricerca della sua identità e, soprattutto, della sua unità. Tante questioni all’ordine del giorno, dunque, con la giornata di domani che – per quanto riguarda il contesto locale – avrebbe potuto rappresentare un passaggio importante, in vista della nomina del nuovo segretario irpino. A Napoli si sarebbe dovuta riunire infatti la prima direzione regionale del neo segretario Enzo Amendola, ma l’incontro è slittato alla settimana prossima. Un’assemblea questa, dalla quale potrebbero arrivare segnali decisivi circa la celebrazione o la posticipazione a dopo le regionali (di cui pure si è parlato negli ultimi tempi) dell’imminente congresso provinciale. Rosetta D’Amelio – donna da sempre legata al centrosinistra e bassoliniana convinta – è tra i protagonisti di questo scenario, e non solo ad Avellino, a maggior ragione dopo la nomina a dirigente nazionale del Pd.

D’Amelio, partiamo proprio da Bersani e dalla nuova veste del partito. Con che spirito e con quali obiettivi affronterà questa nomina nazionale?

Lavorerò con l’impegno e la dedizione che mi ha sempre caratterizzata, mettendo al centro dei miei doveri due questioni fondamentali. Berlusconi e il centrodestra hanno cancellato dalla geografia politica, ma anche da quella sociale e produttiva, il mezzogiorno e in particolare le aree interne. Anche alla luce di questo inaccettabile modo di governare è prioritario portare a Roma un segnale forte di valorizzazione e di rilancio del sud del paese e dei nostri territori. Le istanze della provincia di Avellino sono quindi il mio primo obiettivo, poi ci sono le donne. E’ arrivato il tempo che il nostro apporto alla vita del partito non si esaurisca solo attraverso le funzioni dirigenziali ma anche nelle cariche più importanti sui territori, dove dobbiamo sistematicamente registrare la quasi assoluta scomparsa della politica in rosa”.

Venendo invece al Pd irpino, a via Tagliamento si procede, per così dire, a tentoni, nella ricerca di quella compattezza che appare sempre una chimera. Come vede delinearsi il quadro interno in prospettiva, alla luce anche delle vicende di Piazza del Popolo, che sono l’emblema di questo stato di cose?

Il confronto interno è una condizione esistenziale in un partito, ma credo sia fondamentale fare una distinzione tra la vita del soggetto politico e la vita istituzionale. Ecco perché sono convinta che le questioni interne debbano essere lasciate fuori dalla vita amministrativa. Il maggiore sforzo per superare le incomprensioni e per lavorare all’unità non può quindi non arrivare che dalle massime cariche istituzionali, come il sindaco per quanto riguarda il Comune di Avellino”.

A marzo ci sarà l’importante tornata elettorale delle regionali, con l’elezione del nuovo governatore della Campania. In ottica alleanze, il Pd guarda all’Udc?

Il partito deve guardare all’Udc, ma deve guardare anche alla Sinistra. Il vero problema non è nelle sigle e nelle posizioni espresse, ma è nell’individuazione di una piattaforma politica programmatica. Solo una volta stabilito questo è possibile ragionare con costrutto di intese e apparentamenti”.

E, guardando al centrodestra, cosa ne pensa del caso Cosentino?

Arrivano segnali terribili dall’altra sponda. Sia chiaro, io resto una garantista, per cui fino a prova contraria nessuno può essere giudicato colpevole. Tuttavia qui la questione è delicata. Di fronte al seppur minimo dubbio che ci possa essere commistione tra politica, istituzioni e malavita credo sia un dovere, nell’interesse della collettività, quello di fare un passo indietro”.

Per quanto riguarda invece i papabili, lei parteciperà al convegno dei “Mille per De Luca” il prossimo 26 novembre. Crede che il sindaco di Salerno sia l’uomo giusto per la corsa a Palazzo Santa Lucia?

All’incontro del Viva Hotel ci sarò in quanto invitata. Andando oltre il nome di De Luca, anche in questo caso credo che le priorità siano nella ricerca della quadratura. Prima il programma, gli accordi e le alleanze, insomma ciò che vogliamo fare, e poi si penserà a chi candidare. A quel punto, se dovesse esserci una rosa di nomi, allora sarà opportuno procedere con le Primarie per la scelta dell’aspirante governatore. Detto questo, Vincenzo De Luca è senza dubbio uno degli uomini migliori del Pd in Campania”.
(di Eddy Tarantino)

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