Avellino – Tutto pronto per la Conferenza programmatica del Pd che domani apre i battenti alle ore 16:00 presso l’Hotel de La Ville. Dopo i saluti di rito del primo cittadino Giuseppe Galasso, dei segretari dei partiti del centrosinistra, di Confindustria, dei Sindacati e delle associazioni, ci saranno le realzioni del segretario provinciale Franco Vittoria e di Luca Bianchi Vicedirettore Svimez. Le conclusioni del dibattito saranno affidate a Tino Iannuzzi segretario regionale del Pd, Gianni Pittella europarlamentare, Andrea Cozzolino assessore regionale Attività Produttive e Stefano Fascina Responsabile Nazionale Economia Pd. Previsti per sabato gli interventi dei senatori Roberto Della Seta, Tiziano Treu e Enzo De Luca. Saranno allestiti workshops su tematiche come i Fondi Strutturali, Welfare, Ambiente ed ecosostenibilità, Cultura e Nuove sensibilità.
LA PREMESSA – La conferenza programmatica come base di partenza per il Pd irpino di un progetto ampio che intende costruire insieme a tutti i partiti del centrosinistra, le forze sociali, di categoria, imprenditoriali e associative, la piattaforma per i territori. Questa la premessa con cui il soggetto politico si avvia all’appuntamento di domani e dopodomani. “Un programma con l’obiettivo di mettere in campo le proposte migliori e condivise con le quali candidarci al governo delle nostre comunità – recita la nota inoltrata – che sia in grado di rafforzare la nostra identità, di mettere in campo nuove idee, per reagire alle difficoltà del presente e per farsi trovare pronti davanti alle sfide del futuro. Il Pd pur attraversando fisiologiche difficoltà dovute ad una nascita avvenuta in una fase molto travagliata della politica e della situazione internazionale, sta dimostrando di poter dare un contributo decisivo al rinnovamento della politica italiana. In questo senso – prosegue la nota – il percorso della conferenza programmatica rappresenta un momento fondamentale per costruire un’identità forte e condivisa, basata sulle idee e sulle proposte per il futuro”. E il discorso inevitabilmente si sposta sulla crisi: “L’Italia è entrata in una fase di recessione, per la terza volta dal dopoguerra, dopo le gravi crisi del 1975 e del 1993: il Pil italiano è risultato negativo per due trimestri consecutivi. Per rispondere a questi grandi interrogativi non ci sono alternative a quelle rappresentata da una politica in grado di sviluppare un modello di pensiero nuovo, al passo con i tempi e pronto a riconoscere i nuovi protagonisti della scena mondiale. Gli argomenti da affrontare sono molteplici e per questo occorrono risposte innovative e riformiste. La vittoria di Obama negli Stati Uniti ci dice che è possibile seguire una nuova via della politica e dello sviluppo che sia vincente: ci dice che esiste uno spazio per una proposta riformista che sia alternativa al conservatorismo e al protezionismo della destra. Ci dice che un altro mondo è possibile”. Poi il Pd affronta la situazione regionale: “Le difficoltà che sta attraversando la Campania, ed in essa l’Irpinia – si legge – si inseriscono in un contesto mondiale e nazionale. Il comparto dell’artigianato e della piccola impresa in generale sono tra quelli in maggiore sofferenza. Tutti i settori vedono diminuire il fatturato rispetto al 2007 in maniera molto forte: alla crisi del modello imprenditoriale tradizionale si aggiunge un calo dei consumi. La crisi in atto acuirà le sofferenze della nostra regione, ma costituirà anche l’opportunità di rivederne in profondità la struttura economica, in termini di assetti territoriali, offrendo lo spunto per andare a ricercare settori nuovi in cui investire, tenendo conto, appunto, delle proprie specificità territoriali. E la Campania – sottolinea il documento – ha le capacità e le risorse per raccogliere le sfide che l’aspettano. Pensiamo al grande patrimonio di conoscenza rappresentato dalle università; ai poli industriali; ai distretti; alle punte di eccellenza; alle possibilità di comunicazione; al sistema agroalimentare; alla bellezza e alla storia delle nostre città e dei nostri paesaggi. Il Pd deve essere il motore di questo cambiamento, rompendo con le inefficienze strutturali e indicando il tipo di modernizzazione che vogliamo”. Dalla Campania all’Irpinia, così si esprime nel dettaglio la forza di centrosinistra: “In questi anni le nostre istituzioni hanno lavorato molto, però non sempre sono riuscite a mettere in campo idee e progetti che hanno contribuito a rinforzare ed innovare la provincia di Avellino. Bisogna accelerare sul decentramento – avverte il Pd – che non deve tradursi in una proliferazione di Enti e in un sovraccarico di costi, e nemmeno in una burocrazia sempre più lenta ed inefficace. L’obiettivo deve essere la semplificazione”. E in questo senso l’esempio arriva dall’utilizzo, definito non esaltante, dei fondi strutturali 2001/2006. “Nel quinquennio trascorso in Irpinia sono stati attivati progetti per un importo di circa 1300 milioni di euro. Queste risorse sono state utilizzate per interventi non sempre efficaci, a volte confusi e contraddittori, frantumati in centinaia di centri di spesa. Pur non volendo liquidare tutto come inutile, occorre partire per una svolta: dalla frantumazione della spesa si passi alla concentrazione, dalla quantità alla qualità”. Poi è la volta dei mutamenti in atto, della popolazione residente che è cresciuta in un decennio di solo il 2,3%, rispetto al 4,6% del paese Italia, del tasso di nuove nascite – “In provincia nascono 8,5 bambini ogni mille abitanti, uno in meno rispetto alle medie nazionali” – e ancora dello spopolamento territoriale, del tasso d’istruzione ancora lontano rispetto ad altri contesti italiani, del reddito procapite dove “… il gap Irpinia-Italia è aumentato, passando dai 13.000 euro del 2001 rispetto ai 19.700 della media nazionale, ai 17.000 euro del 2007 rispetto alla media nazionale dei circa 29.000”. Uno status quo per il quale non è esente da colpe il centrodestra. Così si esprime in merito il Pd: “Il ritorno del centro destra al governo del Paese è coinciso con provvedimenti che cancellano dall’agenda il mezzogiorno, a cominciare dalla sottrazione dei fondi FAS ed il tentativo di imporre un modello di federalismo che, se applicato, aumenterà ancora di più il divario tra Nord e Sud”.
PUNTI DI PROPOSTA – “Le scelte che prenderemo avranno ripercussioni per il futuro delle prossime generazioni che vivranno in questa Provincia. Se non sapremo interpretare bene i cambiamenti, essere puntuali nelle decisioni e innovativi nelle nostre politiche rischieremo una regressione economica, sociale e culturale. Per questo vogliamo che il nostro lavoro sia la base sulla quale costruire una provincia che accetti le sfide imposte dai mutamenti e dalla crisi in atto”.
INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ
Innovazione e sostenibilità dovranno essere le parole chiave al fine di poter guidare un nuovo processo di industrializzazione. Non si tratta più di pensare, nel medio periodo, solo ad un’industria pesante o alla possibilità di investimenti di importanti comparti nazionali (Fiat, etc.). Al contrario appare opportuno promuovere nuove filiere produttive, attivando accordi di programma con la rete di imprenditori che hanno deciso, utilizzando fondi Paser, di investire nei nostri territori.
Soprattutto, però, occorre che la Regione si decida a operare il riparto dei fondi europei su base territoriale e del numero delle imprese e non del numero di abitanti, diversamente non ci sarà il riequilibrio tra l’area interna e quella metropolitana.
L’IRPINIA IN EUROPA – AREA URBANA E PICCOLI COMUNI
In un territorio come il nostro, caratterizzato dalla molteplicità di piccoli comuni (101 al di sotto dei 5mila abitati) l’Ente Provincia deve assurgere al ruolo di cabina di regia dello sviluppo e di coordinamento degli strumenti di programmazione negoziata attivi sul territorio.
Così delineato il quadro, il Piano Strategico dell’area urbana di Avellino ed Europa Più sono le leve sulle quali costruire una nuova progettazione. È necessario mettere in campo una programmazione che non si limiti ai comuni più vicini alla città capoluogo. Occorre intervenire sulle periferie spesso anonime e senza voce, rivitalizzare le nostre comunità dando ad esse una funzione, far parlare alla città capoluogo il linguaggio del proprio hinterland e della intera provincia. Così la città di Avellino può riconquistare il ruolo di centralità che le spetta.
TRASPORTI, INFRASTRUTTURE E RETI
Una nuova “veste” del territorio che parta dal completamento dell’asse della Valle Caudina ed il relativo collegamento con Avellino; i lavori della Lioni-Grottaminarda-Termoli, ammodernamento del tratto dell’Ofantina da Melfi a Lioni, la messa in sicurezza della “vecchia Ofantina”; collegamento di Avellino con la stazione dell’alta velocità del salernitano. Sono queste le opere infrastrutturali necessarie, da cui si potrà ripartire. E poi, nella Valle Ufita, con la stazione “HIRPINIA” Flumeri-Grottaminarda, si concentra la linea dell’alta capacità e la più estesa area industriale della provincia di Avellino.
IL BACINO IDRICO DEL SUD
L’Irpinia è il bacino idrico più importante del Sud. Questa straordinaria risorsa deve essere curata, monitorata, utilizzata con equilibrio, in quanto risorsa pubblica e bene prezioso. Per questo, ci proponiamo la costruzione di un grande progetto di ammodernamento degli impianti di distribuzione idrica attraverso interventi infrastrutturali per la riduzione delle perdite lungo gli acquedotti, le reti di adduzione e di distribuzione idrica; implementazione di tutti i sistemi informativi territoriali.
DISTRETTI RURALI, FILIERA DELLA QUALITÀ E PROMOZIONE DEI TERRITORI
Occorre integrare la “filiera della qualità” con la tipologia dell’industria leggera delle trasformazioni. Bisogna puntare su un approccio per distretti rurali, in grado di valorizzare le peculiarità territoriali. Se un accorto associazionismo tra “campanili” porterà alla elaborazione di PUC condivisi, se non addirittura interconnessi, si potrà andare verso l’ottica dell’albergo diffuso, fatto a ridosso delle risorse turistiche forti, come il Laceno, o più deboli come le aree termali o gli itinerari religiosi o come i sentieri montani e fluviali. In definitiva, ci proponiamo di mettere in campo tutte le energie, gli strumenti di concertazione e promozione, con l’obiettivo, di promuovere il “brand Irpina”, in tutte le sue peculiarità e differenze, che di fatto, ne determinano la ricchezza. Per questo occorre, allora, definire una strategia d’intervento che dovrà mirare a consolidare l’identità turistico-culturale del territorio e a valorizzarne le peculiarità, così da incrementarne la domanda.
PUNTIAMO SULLA CULTURA, LA FILIERA DELLA CONOSCENZA E IL ‘LIVELONG LEARNING’
Intendiamo porre al centro della azione politico-programmatica la cultura nel suo senso più ampio, intesa non solo come percorso di arricchimento individuale e opportunità di valorizzazione di risorse storiche, artistiche, ambientali di un territorio, bensì come condivisione di scelte, frutto di incontri tra generazioni, di scambi di esperienze e sensibilità che nella loro diversità racchiudono il suo valore fondamentale: la crescita della cultura democratica. I Programmi Europei hanno diffuso nelle istituzioni scolastiche una maggiore consapevolezza della cultura del lavoro e alcune esperienze formative, tuttavia nel nostro contesto territoriale resta ancora netta la separazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Non necessitiamo, infine, solo di percorsi formativi per le giovani generazioni, in questo la formazione continua (livelong learning) risulta essere un punto nodale d’intervento, dove la formazione per gli adulti che si trovano nella difficile situazione della fuoruscita dal mondo del lavoro e trovano difficoltà di reinserimento, diventano il focus sul quale concentrare gli interventi maggiori.
OPPORTUNITÀ E MOBILITÀ SOCIALE PER I GIOVANI
Troppo spesso il nostro territorio è percepito statico e ingessato dai più giovani. La Provincia di Avellino è un luogo in cui si cresce bene, si studia in tutta tranquillità e si può trascorrere una vecchiaia serena: ma rischia anche di diventare una zona dalla quale allontanarsi nella fase lavorativa della vita, soprattutto se si è altamente qualificati. Il modo migliore per mettere in moto una maggiore diffusione di opportunità è far sì che il merito e il talento vengano premiati, facendo ripartire quell’ascensore sociale, che negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta ha consentito a tante persone di migliorare la propria condizione attraverso il lavoro, creando quella diffusione di ricchezza di cui ancora oggi sentiamo i benefici.
RILANCIO DELLA ATTIVITÀ DI RICERCA
I fondi europei 2007-2013 porgono l’opportunità di un sostanziale rilancio dell’attività di ricerca non solo nel campo scientifico ma anche in quello storico-umanistico. In Irpinia vi sono grandi giacimenti culturali in genere, e documentari in particolare, anche se spesso sottovalutati o addirittura ignorati. Ci si propone, quindi, d’istituire (ad es. presso il Centro Guido Dorso) un settore specifico, finalizzato all’individuazione, all’inventariazione, alla riproduzione in microfilm e in digitale, alla conservazione e allo studio di tutti i documenti conservati negli archivi irpini e fuori dell’Irpinia, senza trascurare l’Archivio Segreto Vaticano, l’Archivio Centrale dello Stato e le altre istituzioni archivistiche e bibliotecarie italiane e straniere.
WELFARE A MISURA DI CITTADINO
La grave crisi economica che stiamo attraversando, insieme alle profonde trasformazioni sociali della popolazione irpina rendono opportune nuove politiche di welfare che mettano al centro il concetto di persona e di genere.
Le parole chiave per progettare e costruire un welfare a misura di cittadino in grado di rispondere ai bisogni sociali delle specifiche realtà territoriali sono: ambiti territoriali, segretariato sociale, privato sociale. Per quanto concerne le risorse, queste devono essere adeguate per garantire la realizzazione dei servizi essenziali come previsto dalla Legge 11/07 (almeno 40 euro ad abitante) e di un percorso di salvaguardia delle competenze maturate dagli operatori sociali attraverso criteri oggettivi e meritocratici. E’ evidente che il sistema di welfare regionale e locale non può essere individuato solo attraverso la strutturazione degli interventi e dei servizi sociali, ma occorre proporre una strategia d’azione che individui gli obiettivi unitari verso i quali far convergere il complesso degli interventi da programmare e da attuare nell’ambito delle politiche sociali, delle politiche sanitarie, delle politiche per il lavoro e delle politiche formative ed educative.
PARI OPPORTUNITÀ VERE
Nonostante il mercato del lavoro della provincia di Avellino sia sempre più rosa, con una occupazione femminile che cresce costantemente e continua a rappresentare uno dei fattori trainanti dell’occupazione, la partecipazione femminile al lavoro continua a presentarsi su valori molto più bassi rispetto a quella maschile e a contenere elementi di instabilità e discontinuità connessi alle esigenze di conciliazione tra vita familiare e professionale. Al fine di imboccare la strada giusta che porti alle pari opportunità, non solo per le donne, riteniamo necessario puntare sui seguenti punti: dare pari opportunità alle persone diversamente abili; costruire servizi innovativi per la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; creare un “progetto bambino”, per realizzare un territorio a misura di bambino; promuovere azioni di supporto per il proseguimento degli studi di ragazzi e ragazze dopo l’obbligo scolastico; promuovere azioni che aiutino a fare crescere una cultura dell’accoglienza.
Insieme a questo, dobbiamo investire nelle politiche abitative con un’offerta differenziata che riesca a dare risposte sia ai cittadini che non hanno un reddito tale da avvicinarsi né all’edilizia pubblica né al mercato della casa, sia alle giovani coppie e a quella parte di ceto medio impoverito che rimane fuori dalle graduatorie di edilizia pubblica.
SICUREZZA, PROTOCOLLO DI LEGALITÀ E OSSERVATORIO SULLA ILLEGALITÀ
In questo ultimo periodo la sicurezza dei cittadini è stata messa a rischio oltre che dalla criminalità vera e propria dai rimedi della politica più attenta al consenso immediato dell’opinione pubblica che dall’effettivo interesse generale dove tutto è improntato nel fornire dati rassicuranti sull’andamento del crimine,attraverso dati statistici che spesso alterano il senso della realtà. Occorre ragionevolezza. Non bisogna mai affrontare i problema della sicurezza sull’onda dell’emotività indotta da gravi fatti di cronaca, bisogna invece saper pianificare gli interventi presentando progetti di lungo respiro, del tutto svincolati da ritmi dell’attualità imposti da mass media. Inoltre, riteniamo fondamentale adottare il “Protocollo di legalità sugli appalti pubblici” ed insieme ad esso rilanciare un “Osservatorio sulla illegalità”.
…MA SOPRATTUTTO CAPITALE UMANO
I talenti ed il capitale umano rappresentano una risorsa che non possiamo consentirci il lusso di perdere, ed è un potenziale motore di sviluppo economico in grado di attrarre investimenti e generare ricchezza e occupazione. Valorizzare le eccellenze, il capitale umano, che è presente sul nostro territorio e sfruttarne a pieno le competenze, per creare progetti che promuovano a pieno quanto ci siamo prefissati deve essere punto di partenza di ogni nostra scelta.
