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”Riteniamo giusto lasciare agli elettori la libertà di scegliere il proprio candidato”. E’ Rosa Martino a ‘rompere il ghiaccio’ illustrando i motivi alla base della scelta di non prendere parte alla contesa per l’individuazione del segretario regionale. “Le primarie – continua – rappresentano un momento innovativo che va interpretato nel giusto verso. Una nuova espressione, una partecipazione dal basso con l’intento di dare forza ed energia al Pd da farsi. Un rinnovamento quindi al quale non fanno bene le aspre contrapposizioni e le spartizioni localistiche”. Una posizione peraltro più volte rimarcata dai candidati che sono intervenuti (tra gli altri Annamaria Torello, Titti Lombardi, Domenico Colucci), tutti concordi nell’evidenziare la necessità “di un confronto piuttosto che di uno scontro, di volti nuovi piuttosto che di meri ‘riposizionamenti’ di potere e poltrone, nell’interesse del Pd e del paese”. A sottolineare questa esigenza, infine, in una compagine particolarmente rappresentata dalla società civile, Amalio Santoro, sicuramente l’esponente tra tutti dal maggiore vissuto politico. “Bisogna essere ineccepibili – avverte – se non vogliamo che la costituzione del nuovo partito si tramuti nell’ennesimo ‘ritorno alle origini’. Solo la serietà e la limpidezza di scelte può garantire al Pd di acquisire quel peso politico che tutti auspichiamo”. (et)