Pd: Chiude il tesseramento e si riflette negli Enti e… su Fioroni

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Ore decisive per il Pd irpino in vista del congresso del prossimo 28 giugno. Oggi alle 18.00 è fissata la scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei nuovi aderenti e la conferma di coloro che hanno già preso parte alle primarie. Atti propedeutici alla creazione delle assemblee comunali e a quella provinciale. Scadenze imminenti che hanno temporaneamente congelato il rimpasto previsto a Palazzo Caracciolo e lo hanno rinviato ad una data successiva al 28 giugno. Nessun problema per i Popolari dell’Udc che hanno accettato di rimandare l’appuntamento. Rallentamenti anche a Piazza del Popolo dove il sindaco Pino Galasso non ha ancora proceduto alla nomina dei quattro assessori comunali in sostituzione dei dimissionari Maurizio Petracca, Raffaele Pericolo e Giuliano Minichiello e del vice sindaco Antonio Spina.
L’ipotesi inizialmente al vaglio del sindaco era la nomina di personalità esterne: idea che ha trovato la forte resistenza dei consiglieri Trofa e Trezza che hanno esplicitamente dichiarato la determinazione di scegliere gli assessori tra gli eletti. Un parere di cui Galasso non può non tener conto: i voti dei consiglieri in questione, infatti, sono stati decisivi per l’approvazione del Bilancio ed hanno assicurato al primo cittadino il prosieguo dell’attività amministrativa. Tengono banco intanto tra gli addetti ai lavori le dichiarazioni di Giuseppe Fioroni, big del Pd nazionale ed ex ministro del Governo Prodi. Ieri pomeriggio a Napoli rispondendo alle domande dei giornalisti ha fatto comprendere che il dialogo in Campania può avvenire anche con “il grande esule”. Chiaro il riferimento a Ciriaco De Mita perchè ha continuato Fioroni, ” il problema non è ammettere o escludere qualcuno, ma comprendere qual è l’obiettivo del dialogo. Perchè – ha aggiunto – l’obiettivo è realizzare il bene comune anche in Campania, dialogando con tutti quelli che condividono questo obiettivo. Fare politica contro qualcuno non ha senso”. Dichiarazioni che alla vigilia della chiusura del tesseramento, almeno in Irpinia, hanno creato più di un imbarazzo per gli scontri all’ultimo voto durante le politiche di aprile e nella definizione attuale delle alleanze negli Enti.

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