Pd – Associazionismo e volontariato per il rilancio del Mezzogiorno

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Avellino – Si immagini per un attimo di cancellare improvvisamente da una città tutta la rete di associazioni ambientalistiche-ecologiche, artistiche, letterarie, scientifiche, culturali, musicali, teatrali, sportive, storiche, di mutuo soccorso, religiose, di assistenza e gruppi di volontariato, in pratica la parte più viva e più attiva della società: sarebbe improvvisamente una città più triste, più difficile da vivere, più complessa da governare. Probabilmente sarebbe impossibile viverci. E’ questo il quadro che è emerso dal dibattito, promosso dal Partito Democratico, ‘Associamo le idee’, tenutosi quest’oggi presso la della Casina del Principe. Molteplici gli interventi che si sono susseguiti al tavolo dei lavori moderato da Rosanna Repole. Ai saluti iniziali curati da Franco Vittoria, Giuseppe Galasso e Salvatore Biazzo, hanno fatto poi seguito gli interventi di Cesarina Alagia, presidente regionale Anpas, Giuseppe Festa, presidente provinciale della Misericordia e Francesca Silvestri, presidente Provinciale delle Acli. Al tavolo erano inoltre presenti Vincenzo Menna, dirigente nazionale dei democratici, Gianluca Lioni, responsabile nazionale Pd per il terzo settore ed il senatore Enzo De Luca. Visti inoltre Franco Maselli, Chiara Maffei, Enzo Venezia, Lello De Stefano, Tonino Festa, Carmine De Blasio, Wanda Grassi, Toni Ricciardi, Vanni Chieffo, Antonio Caputo, Michele Langastro, Raffaele Vito Farese, Fabio Grassi e Paolo Nittolo.

Al centro della discussione il mondo associativo e del terzo settore: “La crisi economica che da anni investe le regioni del Mezzogiorno è prima di tutto crisi della società – ha riferito Enzo De Luca che ha aggiunto –: i tagli al sociale e alla cultura attuati dal Governo Berlusconi hanno rallentato la ripresa dello sviluppo comunitario, penalizzando così fortemente i giovani”. Ma più in generale l’intervento di De Luca ha ripreso temi cari ai rappresentanti dei volontari presenti in sala: “Il riferimento vero per la ripresa economica del Paese può venire dal terzo settore e dalle molteplici risorse presenti nel Mezzogiorno d’Italia. Credo che rispetto alla grave necessità di fronteggiare una politica non pulita, le battaglie che quotidianamente compiono le associazioni e il volontariato in generale possa essere l’esempio da seguire”.

AGGREGARE NON ESPELLERE – In Italia più di nove milioni di cittadini sono attivamente impegnati nelle associazioni e nel volontariato. Ad esso appartengono realtà diverse per storia, per progetti, per costituzione, per obiettivi, ma tutte caratterizzate da alcuni importanti punti in comune come l’essere organizzazioni private nate dall’iniziativa spontanea ed autonoma dei cittadini o l’essere strumenti attivi per la partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale delle proprie comunità. L’associazionismo in Irpinia ha radici forti che vanno ricercate nell’immane tragedia del sisma dell’80: “Scavando nelle macerie di Sant’Angelo dei Lombardi l’indomani del terremoto – ha ricordato Peppino Festa – si potevano udire decine di dialetti a dimostrazione che tanta gente, da più parti d’Italia, erano giunte in Irpinia spinte da un solo vero motivo: aiutare e alleviare il disagio. Da qui è partita l’avventura dell’associazionismo che è diventato modello d’eccellenza per l’intera nazione”. Del sisma ha parlato anche Salvatore Biazzo, in quegli anni impegnato come reporter: “L’esperienza del terremoto ha accresciuto l’importanza del volontariato in Italia, oggi metodo ed esempio seguito in tutta Europa”.

Ma l’associazionismo partecipativo non è solo quello politico-partitico, fondamentale per la vita istituzionale. “Le reti associative rivestono un ruolo sempre più importante oggi – ha continuato Vittoria – poiché la società moderna ci porta più facilmente ad espellere che aggregare. In tema di welfare non si fa mai abbastanza: le reti culturali siano occasione di avvicinare la politica alla società e di mettere la politica in secondo piano”. E’ con sagacia che Vittoria poi fa riferimento al caso del negazionismo propugnato dai lefebvriani per sottolineare che: “La storia è così veloce che le riflessioni diventano sempre più brevi: oggi si preferisce confutare l’altro rifiutando l’integrazione”
Infine l’invito di Francesca Silvestri a restituire dignità alle persone ed alle fasce deboli, ricusando la politica dell’assistenzialismo sfrenato e immotivato: “Basta assistenzialismo: unendo voci e capacità, senza creare inutili duplicazioni, attraverso strutture funzionali per le famiglie, si può costruire un futuro migliore, libero dalla povertà e dalle piaghe sociali”. (di Antonio Pirolo)

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