Pcl, Sasso: “E’ ora di rimettere in moto la macchina del partito”

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Avellino – “La politica deve essere utilizzata essenzialmente come strumento per lo sviluppo dell’idea critica anzitutto verso se stessi da parte di coloro che intendono porsi ad essa in modo attivo, dando il via a quella necessaria introspezione privata capace di far comprendere quali siano le reali possibilità nel farla. Soltanto in questo modo sarà possibile convogliare altre persone verso le ideologie che si professano o le tesi che si sostengono, rendendole partecipi di un progetto comune che abbia come scopo finale non la soddisfazione di fabbisogni individualisti ma di quelli collettivi”. È quanto si legge in una nota diramata da Ernesto Sasso, esponente nel Partito Comunista dei Lavoratori. “Per realizzare un partito fondamentalmente capace di essere vicino alla gente, dunque, occorre convogliare le risorse umane ed economiche verso una direzione unica e stabile, superando di netto quegli ostacoli personalistici che non solo ne inibiscono la crescita ma anche ne minano la credibilità e che sono stati i veri artefici della frammentazione della Sinistra in varie frange più o meno ad essa riferibili. A prescindere dal discreto risultato elettorale, anche il Pcl si trova a dover affrontare una sfida molto impegnativa che gli dovrà consentire di fare un effettivo salto di qualità così da porsi come reale punto di riferimento per coloro che ancora si ritengono comunisti: dopo il lungo silenzio estivo, infatti, occorrerà sedersi ad un tavolo e cominciare a dare un nuovo volto al Partito, strutturandolo secondo un preciso ordine che sappia sviluppare una certa organizzazione in grado di dare continuità a ciò che finora è stato fatto con molti sacrifici.
Ci sarà bisogno di stabilire cariche precise, in modo da permettere a tutti di potersi occupare, in maniera meritocratica, di situazioni specifiche e poter portare avanti il discorso politico iniziato da poco ma ancora tenuto incubato; occorrerà determinare una serie di incontri programmatici aperti a tutti coloro che vorranno impegnarsi per lo sviluppo del Partito e soprattutto bisognerà iniziare a prendersi tutti le proprie responsabilità, con la consapevolezza che il Pcl non può strutturarsi soltanto su poche persone ma deve, per forza di cose, cercare di espandersi e permeare la realtà in cui si è costituito.
Le iniziative individuali, le manifestazioni chiassose e disorganizzate, il continuo puntellarsi su posizioni inutili e dannose devono essere lasciate agli altri partiti o a quelle persone che pur credendo di intendersi di politica in verità la praticano con estrema inettitudine; il cammino del Partito Comunista dei Lavoratori deve essere invece lineare, comune, partecipativo e capace di forgiare gli attivisti che ad esso si avvicinano; bisogna essere in grado di spiegare agli elettori il perché di un programma politico e rispondere in maniera convincente alle loro domande, non chiedere soltanto un voto in segno di amicizia o quanto altro. Soltanto attraverso il nostro impegno concreto e serio potremo provare a risollevare le sorti del Comunismo e fare in modo che le persone si identifichino nel Pcl, altrimenti anche questa esperienza, a tratti travolgente ed entusiasmante, risulterà purtroppo inutile”.

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