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Ai dipendenti, che da circa due mesi sono in assemblea permanente per il rischio di chiusura dell’unico stabilimento italiano che produce autobus, il leader di Sel ha portato la sua solidarieta’. “Raccontano del sud – dice Vendola – come di un luogo di aziende decotte”. Nel suo intervento, Vendola avverte sui rischi che comporta la dismissione di stabilimenti come la Irisbus: “Nel gioco del mercato – spiega – qualcuno vuole dismettere luoghi come questi e usare il marchio per giocare sui mercati internazionali L’assistenzialismo c’e’, ma a senso unico. Se danno 500 euro ad un ‘povero cristo’ e’ assistenzialismo. Se danno 500 miliardi ad un gruppo auto si chiama sistema produttivo”. E ancora, davanti alla folta assemblea, che si e’ tenuta davanti ai cancelli dello stabilimento: “Lo dico alla politica – aggiunge il presidente della Regione Puglia – che, da sinistra a destra, in maniera bipartisan, indica Marchionne come il simbolo della modernita’. Ma in cosa consiste la modernita’ se nessuno puo’ fare domande a Marchionne? Perchè Fiat andava bene in borsa e male nella vendita delle auto?” Ed ancora: “Ha riportato le relazioni industriali peggio che al tempo di Vittorio Valletta, con due eccezioni che lo riguardano: guadagna 450 volte la paga di un suo operaio, ha già messo da parte stock option per duecento milioni ed ha la residenza fiscale all’estero”.