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Paternopoli,Forgione:”Mai accordi con chi ha fatto cadere De Rienzo”

Paternopoli – A seguito della caduta del sindaco De Rienzo, il Pd di Paternopoli chiarisce la sua posizione e lo fa per bocca del suo segretario cittadino Andrea Forgione. “Sia se si dovesse votare il 25 maggio 2014, sia se si dovesse votare nel 2015 – scrive Forgione – il Pd di Paternopoli non fara’ nessuna alleanza con i tre consiglieri di maggioranza e i due di minoranza che hanno fatto cadere l’amministrazione comunale. Sia chiaro, contro di loro non abbiamo nulla di personale. Sono tutte persone stimabili e con alcuni di loro siamo anche amici. Ma non possiamo dare credito a chi prima si e’ candidato con Felice De Rienzo e poi, per ragioni personali, lo ha fatto cadere”.

“E’ ora di cambiare. Il paese e’ in crisi profonda, i giovani emigrano, le attivita’ commerciali ed imprenditoriali sono alla miseria , abbiamo bisogno di uno scatto culturale in direzione del rinnovamento. Ecco perche’ il Pd sta gia’ lavorando alla costruzione di una lista di uomini e donne , liberi, forti e coraggiosi che non hanno partecipato alla congiura di palazzo che ha portato il Commissario Prefettizio sullo scranno piu’ alto del Municipio. Il Pd non fara’ nessuna trattativa con i cinque compagni di merenda e non intende, in campagna elettorale, avvalersi del contributo di chi pratica in politica solo il salto della quaglia. Ai cinque non rimane che ritirarsi a vita privata sperando che il tempo faccia dimenticare ai cittadini paternesi il danno che il loro spregiudicato comportamento ha inflitto all’interesse collettivo. Il Pd avra’ e proporra’ ai cittadini una lista di persone nuove, animate da spirito di sacrificio e con un progetto di rinascita per il paese. Siamo convinti che oggi il paese e’ pronto per accettare l’appuntamento con la storia ed il cambiamento radicale degli uomini e delle costumanze politiche. Siamo convinti che i paternesi sapranno ricacciarli indietro e che guarderanno con benevolenza a chi vuole aprire una stagione nuova, come noi del Pd”, conclude Andrea Forgione.

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