Paternopoli – I Verdi aprono la nuova stagione senza Pecoraro Scanio

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Paternopoli – “Passata la sbornia elettorale che ha sancito la vittoria delle destre e la sconfitta del progetto Arcobaleno, che ci vedeva impegnati a costruire una sinistra plurale, democratica, ambientalista e post-ideologica, ci pare giunto il momento di ripensare al nostro essere Verdi all’interno di questo nuovo contesto politico che ci ritrova sguarniti di rappresentanze parlamentari. Eppure noi siamo ed agiamo nel corpo vivo di questa società, rilanciando l’idea di un territorio che va difeso dalle aggressioni e va valorizzato nelle sue vocazioni. I nostri compagni verdi e ambientalisti sono impegnati quotidianamente nelle amministrazioni provinciali e regionali fianco a fianco con tutte le altre sensibilità che si riconoscono nel centro-sinistra politico. Ed allora perché questa sconfitta?”. È questo l’interrogativo che si pongono i Verdi di Paternopoli dopo la disfatta del centrosinistra alle scorse politiche. “A nostro modesto parere – continuano – due sono i motivi principali: il progetto Arcobaleno è stato vissuto dagli elettori come una fusione a freddo, più utile a garantire il potere ai soliti noti piuttosto che come strumento di rinnovamento ed innovazione di una società in movimento. Siamo stati individuati dagli italiani e dalla italiane come un mero strumento di conservazione di particolari nicchie di privilegio al di là del vestito di forza radicale e di alternativa; i nostri leader nazionali ed il riferimento è principalmente al nostro presidente Alfonso Pecoraro Scanio ci sembrano aver lavorato più per distruggere che per costruire. Quello che Pecoraro Scanio ha fatto successivamente è sotto gli occhi di tutti. Ha lasciato a noi militanti l’onere e la fatica di combattere quotidianamente le grandi multinazionali, i gestori di radio-telefonia, le industrie petrolifere, i nuovi mercenari del nucleare, la camorra e i suoi affari nelle discariche nei rifiuti. E’ giunta l’ora che egli vada a casa. La nuova stagione politica che è tutta da ricostruire deve partire dal basso e dalla quotidianità valorizzando le militanze e la collegialità”. Poi l’invito a tutti gli esponenti del Sole che Ride: “Bisogna costruire una piattaforma ambientalista seria e concreta, democratica e di governo. Questo è l’unico spazio politico nel quale possiamo crescere. Più il mondo e la tecnologia avanza, più la salute e la vita dei cittadini sono messe in pericolo. Su questa piattaforma, e solo su questa, possiamo costruire, crescere, contribuire e diffondere il nostro progetto di società e di economia. Una nuova politica non più schiava dell’economia o finalizzata al raggiungimento del potere ma una politica regolamentatrice dello sviluppo e del rapporto di interessi legittimi”.

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