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Pastore (Partito Liberal Democratico): “La città di Avellino torni al centro del dibattito e delle decisioni”

In vista delle prossime elezioni amministrative, «stiamo seguendo le note vicende legate alla riorganizzazione interna del Partito Democratico – dichiara Salvatore Pastore, segretario provinciale del Partito Liberal Democratico – e agli accordi del cosiddetto “campo largo”, rassegnandoci al ruolo di spettatori di una ripartizione di candidature che riguarda la Campania e, in particolare, la nostra amata Irpinia. Uno scenario che non appare diverso nemmeno nel centrodestra, dove il dibattito politico sembra concentrarsi prevalentemente su giochi di potere e sulla distribuzione delle posizioni all’interno della coalizione, con l’unico obiettivo di dimostrare chi eserciti maggiore influenza sul territorio».
«È un vero e proprio valzer politico – sottolinea Pastore – nel quale i cittadini avellinesi vengono considerati semplici numeri da esibire nel momento più opportuno. Un contesto che ha finito per mettere in secondo piano ciò che conta davvero: le persone, i progetti, il futuro della città. Ad oggi, infatti, non si registra un confronto serio sui progetti per Avellino né sulle difficoltà che hanno condotto il capoluogo irpino a posizionarsi al 77° posto nella classifica 2025 sulla qualità della vita. Nessuno ha avuto neppure il coraggio di abbozzare delle soluzioni».
«Noi del partito liberaldemocratico siamo giovani ma con le idee chiare – afferma – è il momento di guardare oltre l’immediato e costruire una pianificazione a lungo termine, con una visione di città che metta al centro sviluppo urbano, servizi efficienti e crescita economica. Mi rivolgo anche ai cittadini di Avellino che, pur consapevoli della situazione, rinunciano a reagire, sperando che prima o poi qualcosa cambi, quando in realtà sanno che così non sarà. Non è piacevole dirlo, ma purtroppo, Avellino è stata dimenticata dagli avellinesi. Molti diranno che non andranno a votare per sfiducia, senza comprendere che l’astensionismo non è una forma di protesta efficace. Al contrario, rappresenta uno dei mali della democrazia e contribuisce alla deriva valoriale che stiamo vivendo. Non partecipare alle scelte politiche, significa alimentare giorno dopo giorno estremismi e populismo».
Da qui l’appello finale alla città: «Chiedo agli avellinesi di aprire gli occhi, di valorizzare le energie dei tanti giovani, professionisti e talenti presenti sul territorio e di non accettare amministratori che li considerino soltanto numeri in campagna elettorale. Facciamolo per Avellino e per le generazioni che verranno, torniamo ad essere orgogliosi della nostra città».
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