Si riporta la nota di Massimo Passaro, Fondatore e portavoce dei Cittadini in Movimento:
Avellino nel caos politico: tra indecisioni, occasioni mancate e il bisogno urgente di una vera alternativa.
– In città si respira un’aria di disorientamento politico che ormai non può più essere ignorata. Il quadro attuale appare frammentato, incerto, quasi paralizzato da logiche interne e da una evidente mancanza di visione strategica.
– Il centro-sinistra, in particolare, sembra impantanato in una continua oscillazione tra liste civiche e figure ibride, sospese tra impegno politico e improvvisazione, quando invece basterebbe volgere lo sguardo al proprio interno per individuare risorse già esistenti e credibili.
Tra queste, emerge con chiarezza la figura di Nicola Giordano, ex consigliere che ha rappresentato, in un momento delicato, un punto di rottura rispetto a una stagione amministrativa segnata da incertezze e approssimazioni. Un nome che, al di là delle appartenenze, incarna un’esperienza già maturata e una conoscenza concreta delle dinamiche cittadine.
– Sul versante opposto, il centro-destra appare afflitto da una sorta di timore reverenziale nei confronti della vittoria, spingendosi paradossalmente fino a valutare la candidatura di una figura che continua a professarsi di centro-sinistra. Un cortocircuito politico evidente, se si considera che al suo interno – anche al di fuori delle strutture partitiche tradizionali – esistono figure di comprovata integrità, uomini che non hanno mai ceduto a compromessi, che non hanno partecipato alla gestione amministrativa diretta, ma che hanno sempre mantenuto un legame autentico con il territorio e con le sue battaglie.
Eppure, nonostante questo patrimonio umano, si continua a navigare a vista, ignorando opportunità concrete.
– Se si osserva il quadro con maggiore distacco, una possibilità reale per il centro-destra potrebbe emergere, non tra i nomi inflazionati che circolano nelle cronache giornalistiche o nelle trattative di palazzo, ma in figure espressione diretta del tessuto economico cittadino. Tra queste, il presidente di Confesercenti, Giuseppe Marinelli, potrebbe rappresentare una svolta significativa: la voce di quella parte produttiva della città che oggi chiede certezze, tutela e strumenti per evitare la chiusura delle proprie attività.
– Ma il dato forse più allarmante, trasversale a tutti gli schieramenti, è un altro: nessuna forza politica, ad oggi, sembra realmente concentrata sui contenuti. Tutti i partiti sono impegnati in una sterile competizione sui nomi, sulle alleanze, sugli equilibri interni, senza però elaborare un programma concreto per la città e, soprattutto, senza dimostrare una reale conoscenza dei problemi quotidiani che affliggono Avellino.
– Dalle criticità infrastrutturali al commercio in sofferenza, dalla gestione urbana al disagio sociale, manca completamente una visione organica. Si discute di candidati, ma non di soluzioni. Si costruiscono tavoli politici, ma non si affrontano i nodi strutturali che da anni bloccano lo sviluppo cittadino.
– In questo vuoto politico, gli unici che, ad oggi, stanno portando avanti un’analisi puntuale e continua delle criticità del Comune di Avellino sono I Cittadini in Movimento, attraverso l’attività del loro portavoce, Massimo Passaro, che quotidianamente, anche attraverso le piattaforme social come Facebook, Instagram e TikTok, sta dando voce ai problemi reali della città, sollecitando attenzione su questioni spesso ignorate dal dibattito politico tradizionale.
– Accanto ai due poli tradizionali, si affaccia – almeno potenzialmente – l’ipotesi di un terzo polo. Ma perché questa opzione possa assumere consistenza politica reale, è necessario un salto di qualità: non bastano più i contributi di idee, pur importanti. Occorre il coraggio dell’azione, la capacità di tradurre visioni in progettualità concreta e presenza sul campo.
– In definitiva, ciò che emerge con forza è un’esigenza non più rinviabile: quella di un’alternativa autentica. Un’alternativa che non sia l’ennesima riproposizione di figure già viste, già sperimentate e, troppo spesso, già responsabili del declino amministrativo della città. Avellino ha pagato un prezzo elevato in termini di credibilità e sviluppo, finendo troppo spesso al centro dell’attenzione nazionale per vicende negative piuttosto che per modelli virtuosi.
Oggi, più che mai, serve una classe dirigente nuova, libera da logiche autoreferenziali e realmente orientata al bene comune.
