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Partito Democratico – Vittoria lascia. Ora si può fare?

(di Antonio Porcelli) – Alla fine hanno prevalso le sollecitazioni e i dubbi di sempre, quelli di una classe dirigente spesso ostinata nell’interrogarsi più sulle condizioni degli avversari politici che sullo stato di salute del proprio partito. E alla fine tutte le contraddizioni sono emerse con le dimissioni di Franco Vittoria, reo probabilmente di aver accettato… la candidatura di segretario nel momento peggiore del partito. Vittoria esce e arriva la sconfitta a Via Tagliamento. Quella più bruciante che non riesce a trovare una linea unitaria divisa tra le diverse anime nascoste dietro l’armatura dell’utopia.
Si può fare?…e lo slogan anche questa mattina riecheggiava nella nostalgia dei puristi di ieri e di oggi e incrinava leggermente i ‘peletti’ di qualche procace dirigente che annuiva sul significato. Si può fare…Chi? Cosa? Quando?
Ammetto che provo ora simpatia per Franco Vittoria, l’ennesima vittima del gioco delle carte, quello della scopa con i giocatori impegnati nei vari due di coppe, bastoni e spade e raggranellare punti con il sette di denari, la settanta, carte a lungo e le carte di denari. Con giocatori che da anni sono impegnati a mischiare le carte, Franco Vittoria oggi ha perso e con lui tutto il Pd irpino. Nessuno ha vinto e il cammino affidato al nuovo nocchiero è irto di ostacoli. Il neo senatore dovrà districarsi tra le giuste ambizioni di Pino Galasso che rivendica spazi, ruoli e rispetto dopo la vittoria preziosa a Palazzo di Città, il rinnovato posizionamento delle truppe bassoliniane in Irpinia, le attese dei moderati di sempre e dei tanti sindaci monelli dislocati sul territorio. Un puzzle di difficile composizione ma non impossibile a meno che…
A meno che i venti romani e in particolare quelli del SUDD non soffieranno tra le gole del Partenio e della catena appenninica locale raffreddando umori e ambizioni. E sperando di non inimicarmi ulteriormente i fans della colonia veltroniana, evidenzio che nel giorno dell’addio, ancora una volta emerge l’intelligenza politica del condottiero De Mita. Soft e diplomatico rispetto al solito. Qualche affondino al Pd, qualche bordata agli alleati del Pdl. De Mita professore insomma e il …Pd si interroga sulle perturbazioni atmosferiche che da luglio a settembre accompagneranno iscritti e dirigenti al congresso di settembre. Saranno sempre gli stessi, le solite facce, oppure giovani di belle speranze e donne sulla falsariga di Debora, faccia semplice e carattere da Lancillotto? Si attendono insomma, risultati, nuovi iscritti ma innanzitutto idee tese a rafforzare l’eccellenza, il dinamismo e la creatività attesa dai tanti che chiedono un Pd Libero. Da chi? Cosa e Come? I De Luca – D’Amelio – De Simone fans ora attendono risposte.
E’ netta comunque la sensazione che dalla vicina Sperone, qualcuno da domani inizierà a sfregarsi le mani…

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