La squadra irpina del Partito Democratico si presenta. Al riconfermato senatore Enzo De Luca, al tavolo si siedono le new entry Valentina Paris e Luigi Famiglietti in posizione “blindata” alla Camera con Rosanna Repole più defilata e infine Pino Galasso, l’ex sindaco di Avellino che dopo il flop delle primarie si dovrà accontentare di un 20esimo posto al Senato. Unica assente per motivi professionali Elvira Matarazzo. Ad introdurre i lavori c’è la segretaria provinciale Caterina Lengua. “ l’Irpinia avrà sicuramente tre parlamentari. Un obiettivo prestigioso perseguito con tutte le nostre forze. Abbiamo una squadra forte ed autorevole, che risponde alle esigenze di rinnovamento che i cittadini richiedono. La lista del Partito Democratico è la testimonianza che si è aperto alla società civile”. Ma un appunto al partito la segretaria Lengua lo fa: “troppi candidati sono stati catapultati in realtà che non è la nostra. Questo ci rammarica, ci siamo opposti con tutte le forze, ci saremo aspettati un maggior coinvolgimento di coloro che sono stati protagonisti con le primarie ma sono state fatte altre scelte. Ora inutile fare processi, dobbiamo guardare avanti e spiegare alla gente quali sono i nostri programmi. Vogliamo un’Irpinia diversa, più giusta”. A seguire l’intervento del senatore Enzo De Luca: “Il Partito Democratico è l’unico che crea una speranza e una prospettiva. C’è tanto da fare, in un momento di crisi economica non è facile risollevare l’Italia. Ma abbiamo tutti i mezzi per farlo: la nostra carta d’intenti è già una buona traccia. La legge elettorale va cambiata: così come la carta Costituzionale che è vecchia di 60 anni”. A margine invece ha parlato Valentina Paris, poco più che trentenne e con tanta voglia di fare. “Ho una responsabilità enorme nei confronti dell’Irpinia. Il tributo di voti alle primarie mi ha responsabilizzato ulteriormente. Le mie battaglie sono note a tutti: dalla vicinanza all’associazione Libera contro la corruzione ai temi dello sviluppo. L’Irpinia va sostenuta e messa a sistema, c’è bisogno di un progetto strategico, da soli non si va da nessuna parte”. Infine Luigi Famiglietti, renziano della prima ora e sindaco di Frigento: “sono stato sostenuto da amici anche non del Pd. Ora vederli in sala alla presentazione è un motivo di orgoglio. Ciò dimostra che il partito si è aperto all’esterno, a nuove esperienze. Bisogna convogliare quante più persone possibili, i sindaci devono essere protagonisti, perché baluardi sul territorio. Bisogna stringere un rapporto più forte con l’Europa, dare visibilità alle eccellenze locali, restando vicino alle imprese”.
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