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Parola al bomber, Mortelliti prende per mano il Cervinara

Da Il Biancoverde n.10 del 25/10/2013

La nuova icona del Cervinara si chiama Francesco Mortelliti. Il bomber messinese di origini, ma adottato da Solopaca nel Sannio, sta trascinando la formazione caudina verso le zone alte della classifica. Un vero e proprio alieno trapiantato in una categoria, la Promozione, che non gli appartiene, come dimostrano le nove reti realizzate finora, una e mezzo di media a partita. Il Cervinara ha ricevuto il bagaglio di esperienza del goleador che dal 1997 al 2010 ha calcato i campi del professionismo. Da Crotone a Brindisi, passando per Tricase, Sant’Anastasia, Acireale, Ancora, Portogruaro e Cosenza. Tutte tra C2 e C1, diventate poi Seconda e Prima Divisione, tutte con qualcosa da raccontare, ma a svettare è soltanto una. “Sicuramente Cosenza è una piazza che porto nel cuore – afferma l’attaccante siciliano – Nel 2009 vincemmo il campionato di Seconda Divisione con ventimila spettatori allo stadio che mi facevano sentire importante. Ricordo che sulle bancarelle c’erano le magliette con i nomi dei calciatori, tra cui la mia, e dopo la promozione eravamo invitati ogni settimana ai festeggiamenti organizzati in tutta la provincia. In quell’anno segnai cinque gol tutti decisivi. Conservo bei ricordi anche di Acireale, Ancora, Crotone e Portogruaro, dove ho vinto altri campionati, ma l’esperienza di Cosenza è stata travolgente. Basti pensare che il Portogruaro faceva cinquecento tifosi a partita”. La lunga permanenza tra i pro inizia a Crotone nella stagione 97/98: “Feci l’esordio nella vittoria esterna per 2-1 sul Chieti. Entrai a gara in corso. Di quella partita conservo una sciarpa del Chieti che indossava un raccattapalle. E’ un piacevole ricordo di quella giornata speciale della mia carriera”. Di oltre cinquanta segnature, tre sono indimenticabili: “Il primo gol in carriera con un pallonetto in Frosinone-Crotone; la rete del 2-2 in Portogruaro-Spal nei play-off che si rivelò fondamentale per la promozione e il gol salvezza in Acireale-Novara”. Non soltanto reti gonfiate, ci sono anche rapporti umani coltivati. “Una persona alla quale sono rimasto molto legato – spiega Mortelliti – è Giovanni Langella, mio compagno di squadra ad Ancona, tant’è che è stato il mio testimone di nozze. C’è anche l’ex capitano dell’Acireale Giuseppe Bonanno, che ora è direttore sportivo del Catanai. Sono legami rimasti oltre il rettangolo di gioco”. E gli allenatori? Mortelliti non ha dubbi: “Ho avuto trentacinque allenatori, ma posso dire di aver conosciuto una grande persona come Ugolotti ad Acireale e tecnici preparati come Feola a Caserta, Toscano a Cosenza e Domenicali a Portogruaro”. A Cervinara, invece, c’è Sergio Buono, suo amico che lo ha convinto a sposare il progetto del presidente Joe Ricci e del direttore sportivo Silvio Maglione. “Sono felicissimo di aver fatto questa scelta in estate – dice l’attaccante con l’entusiasmo di un ragazzino – Il progetto mi ha subito affascinato. Al Cervinara c’è grande organizzazione e competenza. La considero una società di categoria superiore. L’ambiente è ideale per togliersi delle soddisfazioni, a maggior ragione con un tifo che mi porta indietro nel tempo”.

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