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Parla Francesco Carbone: “Meritavamo una classifica diversa”

Avellino – Ha riabbracciato la maglia dell’Avellino dopo sette lunghi anni, ha sposato il progetto dei lupi senza esitare, pronto a dare il proprio contributo per quella salvezza in cadetteria che ormai manca da troppo tempo. Francesco Carbone 27enne difensore dei lupi, parla della prossima sfida con l’Ascoli. Il terzino, uno degli ex della sfida in terra marchigiana, analizza le prime sei giornate della formazione biancoverde. È tornato all’ombra del Partenio dopo aver girovagato per la penisola, vestendo le casacche di Triestina, Torino, Frosinone, Siena e Pistoiese in cadetteria ed aver accarezzato la serie A proprio con i bianconeri. Quest’anno avete giocato con l’Ascoli in Coppa Italia, Il fatto, di conoscere il loro gioco e le potenzialità della squadra di Iaconi potrebbe aiutarvi? “L’averli affrontati gia può rappresentare per noi un piccolo vantaggio. Sappiamo che dispongono di un grande potenziale offensivo, ma non dobbiamo temerli. Consapevoli che giocatori come Guberti e Soncin possono fare male in qualsiasi momento, dobbiamo scendere in campo concentrati e dare il massimo fino all’ultimo secondo. Questo è un match che non permette alcun tipo di calo di concentrazione”.
Come giudichi il rendimento del reparto difensivo, senza contare le sviste arbitrali che hanno condizionato alcune gare? Sicuramente c’è da migliorare, troppi, forse, 9 goal presi in sei gare: “Penso che il reparto difensivo sia quello più difficile da registrare. In queste prime uscite abbiamo fatto vedere delle buone cose, altre un poco meno belle. Dobbiamo migliorare ancora tanto, ma bisogna avere fiducia ed un pizzico di fortuna in più: questo fattore ha influito non poco fino ad oggi”.
Il calendario continua ad esservi avverso. Vi ritroverete di fronte un’altra corazzata. Un miniciclo di fuoco, che potrebbe condizionare non poco il vostro cammino in caso di nuova sconfitta:“Lo sapevamo che nelle prime dieci giornate per noi sarebbe stata molto dura, che affrontavamo quasi tutte le maggiori candidate ad ottenere un posto nelle posizioni di vertice, ma nonostante tutto abbiamo provato a fare sempre risultato. Lo stesso faremo al Del Duca, abbiamo una mentalità vincente e non dobbiamo avere paura di nessuno. Il campionato è lungo e pieno di ostacoli, ma abbiamo tutte le carte in regola per conservare la categoria senza penare. Non dobbiamo assolutamente demoralizzarci perché stiamo dando tutto. Sono convinto che al più presto i risultati ci daranno ragione”.
Giocate bene e divertite, ma nonostante si produca tanto, avete conquistato soltanto tre punti. Cosa è mancato fino ad oggi, cosa serve per riuscire a rendere l’opera completa?
“Più freddezza in difesa e maggiore cattiveria sotto porta. Questo è quello che ci manca in alcuni momenti. Costruiamo tanto, ma rispetto all’elevata mole di gioco da noi prodotta, riusciamo a concretizzare davvero poco. La graduatoria non ci sorride sicuramente, ma se avessimo avuto 8/9 punti nessuno poteva gridare allo scandalo: ritengo che soprattutto contro Treviso, Mantova e Frosinone avremmo meritato qualcosa in più”. A Chievo avete retto contro il migliore attacco della cadetteria per quasi tutto l’incontro, alla fine però qualcosa si è inceppato ed è stato il tracollo:“Abbiamo disputato una gara perfetta fino al 70’, poi Pellissier ha trovato quell’eurogoal che ci ha un poco tagliato le gambe, in quel momento ci siamo buttati in avanti per provare a bilanciare l’incontro, ma c’è andata male. Ripartiamo da quanto buono fatto vedere al Bentegodi”.
Soddisfatto delle tue prestazioni?
“Fino ad oggi Avellino non ha visto il vero Carbone, anche se questo la piazza gia lo sa. Posso fare di più e spero di riuscirci già dalla gara con i marchigiani”.
Che ricordo hai dell’esperienza ad Ascoli e cosa ti ha spinto a ritornare in Irpinia?
“Sono stato bene, ho avuto la possibilità di confrontarmi con la serie A, ma adesso sono un calciatore dei lupi e voglio contribuire alla salvezza. A mantenere quella B, ‘strappataci’ dal Catania, nella mia prima avventura con i lupi. Sono tornato soprattutto per questo”.
(di Sabino Giannattasio)

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